Pescara 8-9 maggio 2026
Assemblea Nazionale USARCI,
Relazione del Presidente
Autorità, gentili ospiti, cari colleghi e
delegati,
è con vivo piacere e un pizzico di emozione
che apro i lavori di questa Assemblea Nazionale USARCI.
La vostra presenza oggi non è solo un onore
per la nostra Federazione, ma è la testimonianza tangibile del valore che la
nostra categoria ricopre nel sistema economico del Paese.
Desidero rivolgere un ringraziamento
particolare agli illustri ospiti che hanno
voluto essere qui con noi,
Un caloroso benvenuto va a tutti voi,
delegati e dirigenti, che rappresentate l’anima pulsante dell’USARCI
sull’intero territorio nazionale.
Estendo il saluto ed il ringraziamento a
tutti gli agenti che questa mattina ci hanno onorato della loro partecipazione.
Oggi non siamo riuniti soltanto per
tracciare un bilancio, siamo qui per definire insieme una direzione, una rotta
verso il futuro della nostra professione..."
Questa Assemblea si svolge in un momento
complesso. - Non solo per la nostra categoria. - ma per l’intero sistema
economico nazionale..
E allora parto da una considerazione semplice..
“Quando il valore non viene riconosciuto… prima o
poi smette di essere prodotto….”
E noi oggi siamo esattamente su questo crinale. -
Noi non siamo spettatori. - Siamo parte attiva del sistema economico e subiamo
direttamente: -
le tensioni internazionali, - l’aumento dei costi
energetici, - le difficoltà delle catene di approvvigionamento.
Ciò che accade nel Mar Rosso - si riflette nelle
nostre provvigioni.
Ciò che accade nei mercati globali - arriva nei
nostri bilanci.
E questo vale:
in Lombardia come nel Veneto, dove la produzione
rallenta, - nel Lazio, dove il commercio cambia struttura, - nel Mezzogiorno,
dove la domanda resta fragile.
Noi siamo la prima linea.
E troppo spesso - la meno considerata…
"In un'economia frammentata,
l'intermediazione non è un costo, ma l'unica infrastruttura immateriale capace
di garantire la sovranità commerciale del Paese."
In un contesto di crescita debole, l’agente di
commercio si è dimostrato un vero ammortizzatore economico e sociale.
Abbiamo trasformato l’incertezza in opportunità.
L’Italia non è fatta da multinazionali, ma da
piccole e medie imprese, da artigiani che spesso non hanno strumenti per
affrontare il mercato digitale.
E in questo scenario, l’agente non è un costo: è una risorsa strategica
Eppure, tra tutte queste difficolta, l’agente di
commercio viene troppo spesso dimenticato dallo stato.
Mentre altre categorie meno fragili della nostra
ricevono interventi strutturali di sostegno, come camionisti, tassisti e la
marineria, con contributi anche consistenti per ammortizzare gli aumenti di
carburante, all’agente viene perfino negato ciò che è previsto dalla legge,
Mi
riferisco all’ormai cronico mancato adeguamento della detraibilità dell'auto,
un tetto fiscale che resta incredibilmente ancorato al 1997, fermo alla soglia
anacronistica di circa 25.000 euro. È una situazione paradossale: ogni anno
presidiamo i palazzi della politica, interloquendo con parlamentari e
commissioni, ricevendo rassicurazioni e promesse che, puntualmente, si
infrangono contro il consueto muro di gomma della mancanza di “copertura
finanziaria”. Una risposta che oggi, dopo quasi quarant'anni di
immobilismo, non siamo più disposti ad accettare."
È
lecito allora domandarsi: come è possibile che manchi la copertura? In un Paese
con un PIL che si aggira intorno ai 2.100 miliardi di euro, l’impatto
finanziario di un adeguamento fiscale per i nostri autoveicoli peserebbe sulle
casse dello Stato per circa 200 milioni l’anno. Parliamo dello 0,01% del
Prodotto Interno Lordo: un’incidenza infinitesimale, quasi simbolica, a fronte
del valore economico immenso che la nostra categoria genera e mette in
sicurezza ogni giorno."
Chiediamo al
Governo un "Tavolo Tecnico per la Mobilità Professionale". Dobbiamo colmare il divario tra realtà economica e
normativa
L'auto non è uno status symbol per l’agente; è il
nostro ufficio mobile.
Ma il cuore della nostra battaglia legislativa
deve puntare a colmare il divario tra la realtà del mercato e il testo
normativo, armonizzandolo con le direttive UE. ---
La professione sta cambiando e il sindacato deve guidare questa
transizione:
è necessario integrare l'Intelligenza Artificiale e i CRM nella gestione
del portafoglio clienti senza esserne sostituiti e senza dipendere dalle
mandanti.
"Dobbiamo
combattere con determinazione la disintermediazione e il ricorso abusivo a
figure come i procacciatori d’affari privi di requisiti. Questo fenomeno non
colpisce solo l’agente regolarmente iscritto, vittima di una palese concorrenza
sleale, ma danneggia profondamente anche la maggioranza delle aziende mandanti
serie. Queste ultime, rispettando le regole e gli accordi collettivi, subiscono
la concorrenza sleale di chi pratica un vero e proprio 'dumping contrattuale'
attraverso l'uso sistematico di figure irregolari, alterando così l'equilibrio
e la dignità del mercato.
"Ma parliamo di diritti,
L'esclusiva territoriale,
è oggi è messa in crisi dalle vendite dirette
online e dai marketplace.
Serve un principio chiaro, l’esclusiva vale anche
per le vendite on line
Se la mandante vende tramite il proprio portale o
piattaforme terze (Amazon, Alibaba, ecc.) a clienti residenti nella zona
dell'agente, tale attività deve essere considerata violazione dell'esclusiva
e generare automaticamente il diritto alla provvigione.
"Non si tratta di utopia: il Regolamento
(UE) 1150/2019 (cosiddetto Regolamento P2B) promuove equità e trasparenza
per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online. Sebbene la
norma nasca per disciplinare i rapporti tra imprese e piattaforme (come
Amazon), i suoi principi cardine — in particolare la trasparenza algoritmica
e il divieto di variazioni unilaterali repentine — devono essere
trasposti nel contratto di agenzia. Tale normativa costituisce la base legale
per esigere che la mandante non possa oscurare all'agente i dati relativi alle
vendite online
Il Diritto
alla Provvigione
Attualmente l'agente subisce il rischio
dell'insolvenza del cliente oltre i limiti del ragionevole.
Occorre limitare la
responsabilità dell'agente. La provvigione deve spettare dal momento in cui
l'affare è concluso, indipendentemente dall'esecuzione, salvo dolo o colpa
grave dell'agente. Dobbiamo eliminare la prassi del "salvo buon fine"
che trasforma l'agente in un assicuratore gratuito della mandante.
Indennità in
caso di Scioglimento del Contratto
L'indennità meritocratica europea è spesso
interpretata in modo restrittivo dai giudici italiani.
Occorre definire criteri oggettivi e inderogabili per il calcolo dell'indennità che
tengano conto del vero valore dell'avviamento creato. Non può essere un
calcolo al ribasso basato su medie provvigionali; deve riflettere la ricchezza
che l'agente lascia in dote all'azienda per gli anni a venire. Il codice civile
ha interpretato in senso negativo la direttiva Europea 86/653, stabilendo un
massimo per l’indennità alla cessazione del rapporto. Non esiste alcun massimo,
la sentenza della Corte di Giustizia UE, C-338/14 ha sancito un principio,
“ la Direttiva non impedisce a uno Stato membro di prevedere sistemi di
indennità più favorevoli per l'agente.”
L’Europa fissa
un minimo e l’Italia ha il dovere di proteggere l'agente.
L’agente
commerciale è, - quasi sempre, - l’intermediario debole, e noi non dobbiamo aver paura di usare questo termine.
L'agente, pur
essendo un imprenditore, vive una condizione di dipendenza economica
simile a quella del lavoratore subordinato. Occorre che venga introdotto il
concetto di "tutela rafforzata" contro le modifiche arbitrarie della
mandante (il cosiddetto jus variandi).
"Queste non sono richieste astruse: È
dunque indispensabile istituire, insieme alle organizzazioni sindacali qui
presenti, un Osservatorio Nazionale sul Contratto di Agenzia. Tale
organismo dovrà monitorare con rigore gli orientamenti della Cassazione,
impedendo che interpretazioni giurisprudenziali svuotino di significato le
tutele previste dal diritto comunitario."
E’ tempo che i
nuovi contratti prevedano clausole di sostenibilità
sociale: se l'azienda mandante ottiene benefici fiscali o
partecipa a bandi PNRR, deve dimostrare di applicare contratti di agenzia che
rispettino gli standard minimi degli AEC sottoscritti dai sindacati più
rappresentativi altrimenti non potrà partecipare ai benefici.
Non chiediamo privilegi,
ma un codice moderno per una professione moderna.
Se il Codice Civile del 1942 non riconosce la nostra auto come ufficio e il web
come territorio, allora è il Codice a essere fuori dal tempo, non l'agente di
commercio.
L’ USARCI insieme agli altri sindacati deve farsi
promotore di un Disegno di Legge per riscrivere questi articoli."
"Non siamo noi a chiedere l'impossibile, è
l'Europa che ci impone di allinearci a standard di civiltà giuridica che oggi,
in Italia, sono ancora disattesi."
L’'Italia
rischia, la perdita di competitività delle sue reti di vendita; già oggi le imprese, in special modo le
piccole e medie imprese e quelle artigianali che costituiscono l’ossatura del
sistema produttivo italiano, hanno grosse difficoltà a recepire venditori, e
senza venditori rischiano la chiusura"
La riforma del Codice Civile
renderebbe la professione più attrattiva per i giovani, riducendo la percezione
di "precarietà" legata alle variazioni unilaterali dei contratti.
Accanto alle criticità riscontriamo anche risultati positivi.
Il rinnovo
dell’AEC del settore Commercio dopo anni di discussioni ha registrato risultati
positivi.
Con le provvigioni E-commerce abbiamo sanato il "vulnus" della concorrenza sleale. Se
l'azienda vende sul web nel territorio dell'agente, l'agente guadagna. È il
riconoscimento del ruolo dell’agente che promuove la vendita anche se non
coinvolto in prima persona.
Abbiamo sanato l’incertezza dell’Indennità
meritocratica,
Abbiamo ottenuto l’adeguamento delle quote FIRR:
Ma, mentre archiviamo l’AEC Commercio, ci
troviamo nel pieno delle trattative per il rinnovo degli AEC Industria,
Artigianato, e Piccola Industria, trattative non facili e tra mille difficoltà;
sappiamo che il percorso è duro e tortuoso, ma non demordiamo.
La piattaforma che alcuni giorni fa ci è stata
presentata da Confindustria è stata respinta dall’Usarci e dalle altre organizzazioni sindacali per
mancanza di certezze del diritto, abbiamo ravvisato condizioni di grande
precarietà.
"Se
lo scopo primario della contrattazione collettiva è circoscrivere il
contenzioso e azzerare le incertezze, evitando così il ricorso sistematico alla
magistratura, dobbiamo essere franchi: se falliamo in questo obiettivo, abbiamo
fallito tutti. Senza certezze, il diritto cede il passo, inevitabilmente alla
legge del più forte.".
"Dobbiamo
denunciare con forza una deriva contrattuale inaccettabile: troppe mandanti
pretendono di avvalersi di professionisti autonomi imponendo loro, di fatto, i
vincoli della subordinazione. Si tenta di legare l'agente con 'lacci e
lacciuoli' gestionali, privandolo di quella libertà organizzativa che è
l'essenza stessa della nostra professione.
È
paradossale che si impongano minimi di vendita sotto minaccia di disdetta: il
target deve essere un traguardo da incentivare con premi, non una clava con cui
colpire chi già rischia del proprio.
Non
accetteremo più che l’inefficienza produttiva o l’obsolescenza tecnologica
delle aziende ricadano sulle spalle degli agenti: se l'azienda fallisce la
propria strategia, l'agente ne è vittima e come tale va indennizzato, non
sanzionato."
Ma la nota
positiva non riguarda esclusivamente l’AEC del settore Commercio, anche sul
fronte previdenziale si sono avuti buoni risultati.
"L’Enasarco,
il nostro ente previdenziale, presenta da tre anni un bilancio consolidato in
netta crescita, con un avanzo superiore al miliardo di euro nell'ultimo
biennio. Questo risultato non deriva esclusivamente dal rendimento degli
investimenti, ma è frutto anche di un costante incremento dei versamenti
contributivi, nonostante le aliquote siano invariate ormai da cinque
anni."
Anche la
separazione della gestione FIRR disgiunta dalla previdenza è un
risultato positivo
Il traguardo patrimoniale del nostro ente ha
raggiunto i 9,5 miliardi di euro di cui 6,37 mld destinati alla
previdenza e 3,13 al Firr ; non sono solo numeri, ma rappresentano la garanzia
che il patto generazionale tra giovani agenti e pensionati è salvo.
Con la separazione delle due gestioni si sono
sottratti 2 miliardi di euro alle logiche di "cassa comune",
rendendoli un fondo sovrano della categoria.
"La
nuova gestione consentirà di abbattere i
tempi di liquidazione del FIRR ed inoltre, verranno liquidati gli interessi
sugli accantonamenti che, per il 2025, hanno sfiorato il 3%; una
percentuale significativamente superiore ai rendimenti bancari o dei titoli di
Stato. Questo garantirà agli agenti capitale immediato da reinvestire al
momento della chiusura di un mandato.
Anche l’assistenza 2026 è notevolmente
migliorata.
L’abbandono delle assicurazioni l’inserimento di una società di mutuo
soccorso, oltre che la gestione diretta degli indennizzi ha eliminato
lungaggini ed incertezze con un notevole miglioramento nelle prestazioni ed un
risparmio di oltre il 60%, del costo.
Non solo indennizzi per ricoveri o infortunio ma
anche prestazioni mediche (visite specialistiche, check-up, interventi),un
supporto importante e gratuito al blocco dell'attività lavorativa.
"Ma
l’Enasarco non si limita alla previdenza. Dopo decenni di silenzio, l’ente ha
impresso un nuovo, deciso slancio alla formazione attraverso la creazione della
'Enasarco Academy'. Si tratta di un polo formativo d'eccellenza,
sviluppato prevalentemente online sulla piattaforma dell’Università
Politecnica delle Marche, con l'obiettivo di qualificare professionalmente
sia gli agenti che le mandanti.
Pur accogliendo con favore la nuova stagione di
iniziative dell'Enasarco, è imperativo scongiurare ogni indebita
sovrapposizione con le prerogative proprie dei sindacati. L’autonomia della
Fondazione e la netta distinzione dei ruoli costituiscono pilastri
imprescindibili: mentre all'Enasarco spetta la gestione tecnica e
previdenziale, alle parti sociali compete in via esclusiva la rappresentanza
politica e la tutela contrattuale. La Fondazione deve dunque aprirsi a un
confronto strutturale e profondo con i sindacati, nella consapevolezza che la
propria legittimità istituzionale non è autoreferenziale, ma trae
origine e linfa proprio dal mandato di rappresentanza delle parti che la
compongono: i sindacati di categoria.
"Se da un
lato riconosciamo gli sforzi significativi compiuti dalla Fondazione Enasarco
nel potenziare le prestazioni assistenziali, dall'altro non possiamo ignorare
lo stallo in cui versa la gestione previdenziale, che resta il cardine
insostituibile del nostro ente. È tempo di superare un approccio punitivo per
approdare a un sistema di sostegno reale, capace di eliminare quelle
distorsioni che ancora penalizzano ingiustamente gli iscritti."
Una decurtazione del 21,43% del montante contributivo a titolo di
“contributo di solidarietà” non può più essere considerata una misura
emergenziale o temporanea, ma si configura come un vero e proprio
"balzello" strutturale che mina il patto intergenerazionale.
Questo accantonamento riduce in modo drastico l’assegno pensionistico,
erodendo il potere d’acquisto di chi ha versato contributi per una vita intera.
In un sistema contributivo, ogni euro versato dovrebbe tradursi in prestazione;
una decurtazione di tale entità appare iniqua e sproporzionata.
È urgente una riduzione progressiva di tale aliquota fino alla sua
eliminazione, o quantomeno una sua trasformazione in una quota simbolica.
Appare altrettanto
critica la disciplina dei versamenti volontari, che oggi rappresenta un
ostacolo insormontabile per gli agenti in difficoltà. Imporre a un
professionista che ha perso il mandato l'onere di decidere entro soli due anni
se proseguire con la contribuzione volontaria è una scelta che ignora le
dinamiche economiche del settore.
Chiedere a un lavoratore privo di reddito di versare una cifra compresa tra
i 5.000 e gli 8.000 euro annui per non perdere il diritto al minimale
previdenziale è un paradosso logico e sociale.
Chi non dispone di tale liquidità immediata si trova davanti a un bivio
drammatico: indebitarsi o perdere anni di sacrifici contributivi, vanificando
la possibilità di raggiungere la pensione.
"Risulta
indispensabile rimuovere il limite temporale dei due anni dall'ultima
interruzione del rapporto di agenzia per l'accesso ai versamenti volontari.
L’agente deve avere la facoltà di integrare la propria posizione in ogni fase
della vita lavorativa, in funzione delle proprie disponibilità economiche. Si
propone, a tal fine, l’istituzione di una 'contribuzione volontaria
modulare': un sistema che, superando il vincolo degli importi fissi
calcolati sulle medie storiche, consenta il versamento di quote variabili. Tale
meccanismo garantirebbe la continuità dell’anzianità assicurativa anche
attraverso contributi minimi ridotti."
Se il contributo di solidarietà e i vincoli sui
volontari rappresentano ostacoli all'ingresso e alla gestione della pensione,
la mancata perequazione strutturale ne rappresenta la lenta agonia
finanziaria.
Negli ultimi dieci anni, l'impennata del costo
della vita, non compensata da un adeguamento paritario della perequazione, ha
generato una perdita del potere d'acquisto stimata intorno al 20%
"Una
pensione che dieci anni fa garantiva un tenore di vita dignitoso ha subito oggi
una svalutazione reale vicina al 20%. Per un agente di commercio, ciò significa
che la sicurezza previdenziale costruita in decenni di versamenti è stata nei
fatti erosa, tradendo le aspettative di una vita."
"Non possiamo, però, limitarci alla sola
rivendicazione di tutele normative; è nostro dovere interrogarci su come
rendere la nostra professione desiderabile per le nuove generazioni e
competitiva all'interno di un mercato in costante evoluzione."
Vogliamo che l'agente non sia solo un
venditore, ma un consulente d'alto profilo capace di:
utilizzare i dati della ricerca empirica
internazionale per anticipare i mercati;
"In
quest'ottica, la formazione assume un ruolo centrale. È fondamentale integrarsi
pienamente nell'offerta formativa di Enasarco Academy, con l'obiettivo di
elevare gli standard professionali dell'intera categoria e rispondere alle
sfide del mercato."
"Tuttavia,
la formazione rischia di ridursi a un mero esercizio formale se non
accompagnata dalla riforma della Legge 204/86. La revisione di questa normativa
non è più procrastinabile: pur avendo svolto una funzione preziosa in passato,
i suoi quarant'anni di vita la rendono oggi inadeguata alle sfide del mercato
attuale. È tempo di conferire alla professione una nuova veste giuridica."
"La
nuova normativa deve favorire il ricambio generazionale, trasformandolo in un
reale supporto professionale. L’obiettivo è creare un ponte tra agenti esperti
e giovani aspiranti, facilitando la trasmissione di competenze pratiche e
strategie di vendita. C’è un patrimonio di 'segreti del mestiere' che nessuna
teoria può sostituire. Qualcuno potrebbe definire questa visione superata, ma
chi ha vissuto l'epoca del Ruolo Provvisorio e di quello Effettivo sa che il
praticantato presso agenzie consolidate era una garanzia di qualità. Recuperare
lo spirito di quel modello, riadattandolo ai tempi, non significa guardare
indietro, ma investire con lungimiranza sulla professionalità di chi
rappresenterà il mercato di domani."
"Un
ulteriore limite della Legge 204/86 risiede nella sua natura statica: una volta
ottenuta l'abilitazione, la qualifica di agente permane a tempo indeterminato
senza verifiche successive. È necessario evolvere verso un sistema in cui
l'iscrizione alla Camera di Commercio non sia un mero atto amministrativo,
bensì un’autorizzazione soggetta a revisione periodica vincolata
all'acquisizione di crediti formativi. Mutuando il modello degli ordini
professionali — come avvocati o ingegneri — l'agente si eleverebbe a
'professionista intellettuale della vendita, con la previsione della
sospensione dall'attività in caso di mancato assolvimento degli obblighi
formativi."
Non siamo solo venditori, siamo i motori del PIL italiano. Il nostro
obiettivo per l'anno a venire è trasformare ogni sfida tecnologica in
un'opportunità di valore, garantendo che la nostra dignità professionale sia
protetta sia nei contratti che nelle aule del Parlamento."
"Siamo arrivati a un bivio. Da una parte
c’è la strada dell’oblio, dei tetti fermi al 1997 e delle tutele svuotate;
dall’altra c’è la strada della modernità, del riconoscimento del nostro valore
come infrastruttura strategica del Paese.
Alle istituzioni qui presenti diciamo con
chiarezza: non accontentatevi di ascoltarci oggi per dimenticarci domani. Noi
non cerchiamo elemosine, ma giustizia fiscale e dignità normativa. L’USARCI non
farà un passo indietro finché l’auto non sarà riconosciuta per ciò che è — il
nostro ufficio — e finché ogni vendita nel nostro territorio non vedrà
riconosciuto il sudore dell’agente che l’ha seminata.
Ma la nostra battaglia non riguarda solo
chi è già in trincea; riguarda chi deve ancora entrarci. Se vogliamo che questa professione abbia un futuro,
dobbiamo spalancare le porte ai giovani, che oggi sono frenati da barriere
d’ingresso insormontabili.
Al Governo chiediamo con forza un "Pacchetto
Start-up Agenti" concreto, basato su tre pilastri:
Decontribuzione Totale per il primo triennio:
Accesso Agevolato alla Mobilità:
Credito d’Imposta per la Formazione e
Digitalizzazione:
Dare ai giovani gli strumenti per
intraprendere questa bellissima attività,
e loro restituiranno al Paese valore, innovazione e crescita.
Senza ricambio generazionale, non c'è solo il declino di una categoria, ma il
blocco del motore economico dell'Italia.
Viva l’Usarci, viva gli agenti di
commercio.
Grazie,
Giovanni Di Pietro