Il Sogno nel Cassetto
Fondo integrazione straordinario per gli agenti commerciali?
(articolo di Gianni Di Pietro Publicato nel luglio 2006) su “Professione agente”periodico dell' USARCI – LARAC
" repetita iuvant "
E' un mio vecchio pallino, ha fatto sorridere tanti dirigenti sindacali; ma provate a pensare se l'avessimo realizzato. Oggi, tanti nostri colleghi senza lavoro a causa della crisi avrebbero di che sopravvivere.
LO RIPROPONGO
La
CIG, CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI, è costituita da un fondo che viene
utilizzato in occasione di situazioni straordinarie, come
ristrutturazioni aziendali, riorganizzazione, riconversione, crisi di
particolare rilevanza sociale, crisi della società stessa. L'impresa, informati i
sindacati più rappresentativi, si rivolge all'INPS, che gestisce il
fondo, dichiarando la propria situazione di gravita, richiedendo
l'intervento della cassa integrazione costituita presso l'ente con i
fondi versati dalle imprese, circa 1% della retribuzione e con un altro
piccolo contributo a carico dello stato.
Proviamo a pensare cosa
potrebbe succedere se gli abitanti di un comune traessero il loro sostentamento
quasi esclusivamente dal reddito dei lavoratori di un'azienda in
crisi. Per fare un esempio possiamo partire da un fatto di cronaca, " l'aviaria " ,che porterebbe alla fortissima contrazione delle vendite delle aziende del settore ovicolo; ad esempio " ARENA ". Tutti i dipendenti si troverebbero licenziati e senza
alcun reddito; l'economia del circondario della società ARENA sarebbe praticamente
cancellata. Ciò non danneggerebbe esclusivamente le famiglie dei
dipendenti, ma si ripercuoterebbe su tutto il comparto economico
dell’area ... negozi vuoti, ristoranti, cinema, artigiani senza lavoro,
tutte le attività ne risentirebbero accentuando la crisi che si
espanderebbe a macchia d'olio.
LA CASA INTEGRAZIONE NON SOSTIENE SOLO IL LAVORATORE CHE LA PERCEPISCE MA L'ECONOMIA DELL’INTERA COLLETTIVITÀ.
Per questo motivo riveste una importanza sociale rilevante.
Dalla GIG cassa
integrazione guadagni, è esclusa la figura dell’agente commerciale in quanto lavoratore autonomo. In
linea di massima e di principio possiamo dire che l'esclusione non è del
tutto sbagliata, l'agente commerciale è un lavoratore autonomo,
inquadrato nella piccola impresa e come tutti i lavoratori autonomi non
rientra nella sfera degli ammortizzatori sociali. Ma chi ci impedisce di crearcela da soli? con i nostri soldi?
Vi possono essere
sempre delle eccezioni, vi sono migliaia di agenti, i soliti (sempre
loro) dipendenti camuffati da agenti, che seppur inquadrati dalle
aziende come agenti per eludere i contributi sociali, INPS, INAIL, oltre
che per poter avere una maggiore mobilità, costi più bassi, poter
ricattare moralmente il lavoratore, come accade per i venditori di
palatine, mozzarelle, gelati, latte, surgelati, i quali non sono altro che
padroncini addetti alla tentata vendita, questi dovrebbero essere
inquadrati almeno come viaggiatori piazzisti, non come agenti, ma si sa come nel nostro paese le maglie delle regole sono così larghe che chi vuole approfittarne riesce a far passare tutto. Ebbene questi sfruttati,
in caso di crisi si ritrovano senza lavoro, con le cambiali dei mezzi
acquistati da pagare, una famiglia da mantenere e senza alcun
sostentamento. La colpa di tutto ciò non è da attribuire solo alle
mandanti, è naturale che ogni imprenditore cerca di fare i propri
interessi in tutti i modi, cerca di economizzare, di trarre il miglior
profitto, e se le norme, la società gli consente di attuare questi
escamotage, l'imprenditore ne coglie i frutti.
Anche noi abbiamo le
nostre responsabilità avendo permesso con l'ultimo AEC del 2002 e seguenti, il riconoscimento
della tentata vendita come rapporto di agenzia. Purtroppo questo è un
paese di furbi, e la mancanza di lavoro, la precarietà del lavoro,
spesso l'ignoranza, fa si che occorre adattarsi per sopravvivere a tutto
ciò che offre il mercato del lavoro. E' proprio di questi giorni la
notizia di una centrale del latte di una città abbastanza importante che
ha licenziato tutti i padroncini per poi fare con loro un contratto di
agenzia, STESSO LAVORO, STESSO ORARIO, LAVORO PREORDINATO, CARICO,
SCARICO, INCASSO, "SE QUESTO È UN UOMO" recitava un famoso romanzo di
PRIMO LEVI.
Orbene, perché non costruirci noi stessi, con i nostri
soldi, un fondo di tutela e garanzia?
Siamo 300,000, un esercito, e
sarebbero sufficienti pochi euro a testa per creare un fondo presso
L'ENASARCO o l'INPS dove attingere nel caso di calamità e di singole e
documentate necessità per periodi temporanei. Trecentomila agenti
commerciali, con un fatturato provvigionale minimo di 30.000 euro l'anno fanno un fatturato complessivo di 90 miliardi di euro l'anno.
Anche senza l'aiuto delle mandati o dello stato, se volessimo
costituire un fondo di garanzia da utilizzare in casi gravi come quelli
enunciati precedentemente, o per fallimento della mandante, un fondo gestito dalla ns. fondazione l'ENASARCO o dall'INPS, un fondo
fatto con i ns. soldi; versando solo lo 0,1% delle ns. provvigioni,
ovvero per circa 30.000 euro l'anno, accantoneranno la modica somma di
30,00 euro ciascuno, si verrebbe così a costituire un fondo circa 9
milioni di euro l'anno, un fondo enorme da utilizzare nei casi che
andremo ad individuare ed a regolamentare.
Con il sistema della
contribuzione sulle provvigioni, "mutualità" i costi sarebbero irrisori
quasi nulli, ed i benefici sarebbero tanti, a ciò dovrebbe servire il contributo di solidarietà.
È utopia? Probabile, ma
proviamo a pensarci e ragionarci sopra.
Gianni Di Pietro
Secondo dati Enasarco, gli agenti di commercio dovrebbero essere all'incirca 350000, in Italia, aggiungiamoci altri 300000 venditori assunti, cioè non a provvigioni e ci troviamo ad essere 650 700000.
In apparenza qualcuno potrebbe dire che considerato il numero di aziende, in Italia siamo persin pochi, ma è un errore.
Un errore perchè le aziende in grado di avere dei rappresentanti sono veramente poche.
La stragrande maggioranza delle inserzioni di ricerca di venditori, purtroppo è di aziende non in grado di mantenere un venditore.
Il 90% degli annunci di ricerca sono purtroppo poco seri.
Anzi spessissimo, per assurdo si cercano venditori a provvigioni per sperare di risolvere i problemi economici delle aziende.
Pazzesco.
La mentalità folle è questa: Tanto se non vende non lo pago dimenticandosi che non è proprio così e rischiando di avere cause legali e peggiorando la propria e altrui situazione economica.
Quindi riassunto, siamo in troppi.
Davvero in troppi
E' molto difficile trovare un azienda per cui fare il venditore, in questi tempi e temo che il futuro per noi venditori, fin quando saremo così tanti continuerà a essere nero.