Questo blog vuole dare voce agli agenti e rappresentanti di commercio, categoria silenziosa di lavoratori.Tutti possono concorrere alla creazione di articoli, pensieri, proposte, nel rispetto del vivere civile, con un linguaggio moderato. Ognuno è responsabile delle proprie dichiarazioni. Il blogger oscurerà ogni post o dichiarazione che insindacabilmente riterrà irriguardoso e non corrispondente ai dettami del vivere civile. ATT.NE: NON VERRANNO PUBBLICATI I COMMENTI ANONIMI
mercoledì 9 settembre 2009
UN ESEMPIO SICURAMENTE DA SCARTARE
PRENDE BORSA A IMPRENDITRICE CHE NON LO PAGA, ARRESTATO PER RAPINA
Bologna, 8 set. - (Adnkronos) - Al culmine di una lite per il mancato pagamento di alcune provvigioni, ha spintonato la titolare dell'azienda per cui lavorava e si e' impossessato della sua borsa. Per questo un agente di commercio di 30 anni, Francesco Quinto, originario della provincia di Enna, gia' noto alle forze dell'ordine, e' stato arrestato per rapina dalla polizia di Bologna. E' stata la stessa titolare, una bolognese di 35 anni, a chiamare il 113 dopo che Quinto le aveva preso la borsa in seguito al mancato pagamento. Subito dopo pero' l'uomo e' tornato sui suoi passi e ha riconsegnato il mal tolto ma cio' non gli ha risparmiato l'arresto.
mercoledì 22 luglio 2009
SONO MERAVIGLIATO
Considerazione semiseria sulle Mandanti
E' sufficiente, molto spesso, che un agente si rivolga al proprio sindacato o al proprio legale per vedersi riconosciuti i propri crediti relativi alle indennità di fine rapporto, che immancabilmente arriva la telefonata del titolare o amministratore, per lo più di medie o piccole imprese, che con toni paternalistici, e di rimprovero esordiscono:
Giovanni, sono meravigliato nel leggere la lettera che mi hai fatto scrivere dal Sindacato/legale. Ma come, il nostro rapporto è stato così lineare, corretto, quasi fraterno, ed ora ti rivolgi al sindacato? Potevi telefonarmi e ci saremmo accordati, e poi cosa sono tutte quelle somme che mi chiedi?
Ma brutto str...zo, ti ho telefonato almeno 20 volte e ti sei sempre fatto negare, ti ho inviato almeno 10 tra fax e mail, senza ottenere alcun riscontro, ed ora che mi sono finalmente deciso a far valere i miei diritti, la metti sul paternalistico e fraterno? Tu che per 100 € che dovevi avere dai clienti rompevi i cog......ni quasi tutti i giorni e ora che devi tirar fuori soldi che non sono neanche tuoi perchè sono soldi che tu hai gestito, ma erano miei in quanto già compresi abbondandemente nel prezzo del prodotto; ora fai appello alla fratellanza al vogliamoci bene.
Ti sei forse dimenticato di quando mi hai ridotto le provvigioni accampando che non ci uscivi più con i costi, ed ho dovuto accettare obtorto collo; hai dimenticato di quando hai passato direzionale quel cliente importante che mi era costato anni per poterlo servire; non ricordi più quando hai concesso uno sconto extra al cliente tizio e sempre sul paternalistico hai dettto che su quella fornitura non potevi pagarmi le provvigioni? (queste cose l'agente le ha solo pensate ma purtroppo non gliele ha dette, siamo troppo signori.)
ORA BASTA, E' ORA CHE PAGHI FINO ALL'ULTIMO EURO COMPRESO GLI INTERESSI.
Svegliamoci colleghi.
Gianni Di Pietro
martedì 30 giugno 2009
PIGNORABILI LE PENSIONI ENASARCO
Gianni Di Pietro
giovedì 25 giugno 2009
La nostra professione è in crisi
Vado in bestia quando sento che le mandanti attribuiscono solo agli agenti di commercio le responsabilità del mancato raggiungimento di un budget o l'insuccesso nella vendita di un nuovo prodotto o linea di prodotti, quando è dimostrato che l'incapacità di molta dirigenza è la principale causa dei mali delle aziende. Sento che si sta diffondendo sempre più la disistima verso la classe imprenditrice italiana e con il passare del tempo la mancata stima si sta trasformando in piena sfiducia da parte di moltissimi agenti di commercio che devono convivere, professionalmente, con situazioni assurde. Sento di dirigenti che continuano a sollecitare la rete di vendita con telefonate poco meno che minatorie, di fronte a risultati non in linea con le aspettative. Sento di direttori commerciali che imperversano nelle agenzie sollecitando azioni e iniziative al limite delle minacce. Ma cosa vogliono da noi agenti questi personaggi? Hanno mai fatto analisi scientifiche e di marketing evoluto? Sanno veramente leggere il mercato e le sue mutazioni? Capiscono qualche cosa di rapporti umani? Sanno veramente chi siamo e quali ruoli l'agente di commercio ha nella filiera? Gli esempi che ho mi dicono che le aziende vogliono fare "le nozze con i fichi secchi" vogliono, cioè, ottenere il massimo spendendo il minimo. Con questo voglio anche attribuire le responsabilità alla nostra categoria che deve assumersi nel non sapere indicare alle mandanti quali sono le nostre attribuzioni sia contrattuali che operative. Le Aziende sono portate a sfruttare l'opera degli agenti chiedendo sempre di più, e concedendo sempre meno.
Sono pochi gli agenti che reagiscono di fronte a atteggiamenti di prevaricazione che si stanno diffondendo sempre più. Gli agenti di commercio devono imparare a dire NO con decisione e con professionalità. Gli agenti di commercio devono smetterla di polemizzare su situazioni marginali e secondarie ma devono essere decisi nel non accettare imposizioni che danneggiano l'aspetto economico e professionale dell'agenzia. Il continuare ad accettare i comportamenti da "padrone" penalizza tutta la categoria che, in prospettiva, con la riduzione dei compensi dovrà chiudere bottega. Non desidero essere negativo ma se ci guardiamo attorno non possiamo non costatare che settori merceologici, una volta importanti per gli agenti di commercio sono svaniti o sono in via di estinzione. Questo è successo perché ai cambiamenti nel mercato e di fronte alle pesanti riduzioni dei margini di contribuzione, le aziende hanno pensato alla soluzione di ridurre i compensi provvigionali agli agenti chiedendo agli stessi di trasformarsi da agenti di commercio a uomini tutto fare. La conseguenza è stata la quasi completa sparizione di agenti di commercio dei settori: alimentare, elettrodomestici, vini e liquori ecc. Un agente di commercio di un grossissimo gruppo multinazionale nel settore degli elettrodomestici ed elettronica produce un fatturato di Smilioni di € ed incassa 25mila € di provvigioni all'anno.!!!! Ogni considerazione è superflua. Ci sono aziende che non dispongono di documentazione adeguata, che hanno organizzazioni aziendali rabberciate, che non curano la soddisfazione del cliente, che ignorano il post-vendita, che non hanno un servizio consegne efficiente e pretendono che gli agenti realizzino i budget assegnati. La cosa strabiliante è che gli agenti non si ribellano e accettano tutto questo come normale lamentandosi, forse, di qualche mancata consegna, accettando, inoltre e tranquillamente, forti ritardi nel pagamento delle provvigioni. Andando avanti di questo passo vedo nel futuro di moltissimi agenti, tempi molto duri. Dobbiamo tutti e con forza fare intendere alle mandanti che gli agenti di commercio sono, a tutti gli effetti, dei professionisti/ imprenditori e come tali devono essere considerati. La mandante che si permette di sollecitare il proprio agente di commercio con fare intransigente e maleducato si permetterebbe di comportarsi nello stesso modo con il proprio avvocato o il commercialista o un qualsiasi consulente? Credo proprio di no. E' giunto il momento di trasmettere al mondo delle mandanti il messaggio che gli agenti di commercio non sono dei galoppini ai loro ordini ma sono dei professionisti/imprenditori coi quali si devono intrattenere rapporti di collaborazione e non di sudditanza.
Davide Caropreso
Presidente Usarci-Sparci-Genova
martedì 9 giugno 2009
LE FACILI DISDETTE
E' ormai una consuetudine.
Ogni qualvolta vi è un accenno di crisi economica, o solo di crisi aziendale, il numero delle disdette dei mandati aumenta vertiginosamente. Ovviamente la ditta che si trova in difficoltà cerca e crede di superare il momento contingente sostituendo la rete vendita. Avviene come nel calcio; il presidente non ha speso un euro per rinforzare la squadra, ciononostante la colpa è dell'allenatore il quale viene immediatamente messo alla porta.
Ma l'allenatore riceve quasi sempre tutto l'ingaggio pattuito. Ciò non avviene per gli agenti commerciali. Al primo accenno di crisi vengono disdettati. Non accade mai che l'azienda cerchi di fare una autoanalisi delle motivazioni che hanno comportato la crisi; errori amministrativi come cattivi investimenti, spese eccessive, mancato rinnovo della modellistica, mancato rinnovo degli impianti produttivi, inserimento di dirigenti impreparati, ignoranti, boriosi che hanno la sola capacità di saper vendere loro stessi, tutto ciò non rientra nell'analisi dell'industrialotto nostrano. Non vi è nulla di più facile che disdire un mandato di agenzia. Alcuni mesi di preavviso, (sempre sperando che la mandante non cerchi di disdire in tronco accreditando una grave colpa all'agente); un po' di euro di indennità ed è tutto risolto, senza tener in nessun conto se quell'agente ha una famiglia da mantenere o se si è prodigato ed ha fatto notevoli investimenti per promuovere l'azienda; è sufficiente una raccomandata da tre euro ed è tutto risolto. Vi è un solo modo per limitare questo scempio, il solo che io conosca è quello di rendere il più oneroso possibile la facile disdetta. Con il tre o quattro per cento di indennità suppletiva di clientela non otterremo mai nulla. La Suppletiva deve essere il minimo garantito, così come ha sentenziato la Corte di Cassazione. Ma se non impariamo a chiedere l'indennità di cessazione rapporto secondo il dettato della Commissione Europea, ci troveremo sempre e comunque in una situazione di precarietà. I denigratori di questo sistema giornalmente si dilettano a trovare o creare falle inesistenti. Un'ultima chicca è stata quella di ritenere che il diritto all'indennità di cessazione viene meno se “l'agente continua a soddisfare le esigenze degli stessi clienti per gli stessi prodotti, ma per un diverso preponente”. Secondo taluni,quindi, se un agente rappresenta i frigoriferi REX, e dovesse passare all' ARISTON, non può pretendere alcuna indennità dalla REX, perchè continua a fornire frigoriferi allo stesso cliente. NULLA DI PIU' FALSO. Se così fosse, in Germania ed in Francia, patrie dell'indennità, nessun agente percepirebbe il risarcimento e, tanto meno i tribunali tedeschi, quelli francesi, e la Corte Europea hanno mai sentenziato in tal senso. Ciò potrebbe accadere solo nel caso di un agente di una azienda che commercializza ad esempio televisori SONY. Se detto agente dovesse, dopo la disdetta, passare a rappresentare o direttamente o tramite altra azienda commerciale, gli stessi televisori SONY, in questo caso il diritto all'indennità potrebbe venir meno. Voglio portare un caso, occorsomi in questi giorni, a modello della Indennità di Cessazione secondo l'art 1751 cc , per avvalorare la bontà e la convenienza dei conteggi suggeriti dalla Commissione Europea. Un agente plurimandatario di una mandante multinazionale, è stato disdettato in tronco dopo 6 anni di rapporto. Oltre all'indennità di mancato preavviso la mandante ha conteggiato l'indennità suppletiva di clientela ammontante a circa 4.500,00 euro. L'agente aveva iniziato il rapporto con un fatturato fornito dalla mandante di circa 200.000, 00 euro e con 20.000,0 euro di provvigioni e 32 clienti attivi. Dopo sei anni , dove il fatturato ha avuto alti e bassi, il rapporto si chiude con un fatturato 2008 di circa 180.000,00 euro, 20.000, 00 euro in meno di quello iniziale e con un numero di clienti attivi ridotti a 27 di cui 16 nuovi apportati dall'agente. Secondo il dettato della commissione europea, solo su questi nuovi clienti si calcola l'indennità. Effettuati analiticamente i conteggi , risulta che l'agente avrebbe diritto ad una indennità di 31.600,00 euro che successivamente viene ridotto a 19.000,00, importo che costituisce appunto un anno di provvigioni sulla media degli ultimi cinque (massimo liquidabile). NON C'E' CHE DIRE, UNA BELLA DIFFERENZA DA 4.500,00 A 19.000,00 € Con queste indennità sicuramente le facili disdette subiranno una drastica riduzione. Purtroppo sono molto spesso gli agenti che accettano supinamente e senza informarsi, la somma che viene loro offerta dalle mandanti. Gianni Di Pietro
giovedì 23 aprile 2009
FINE RAPPORTO, QUALE INDENNITA’
Per i refrattari, per quelli che non vogliono capire, o peggio fanno finta, come le nostre mandanti , come la FNAARC, la FIARC, la CONFCOMMERCIO, LA CONFESERCENTI,LA CONFINDUSTRIA, LA CONFARTIGIANATO ed altri, è arrivata una ulteriore pronuncia che senza mezzi termini ribadisce alcuni principi già enunciati nelle altre precedenti sentenze , ma rimaste pressoché inascoltate.
In parole povere la sentenza della Corte Europea afferma:
1)Un anno di provvigioni non è il limite da cui partire per poi ridurre l'indennità ma il più delle volte è il minimo del massimo liquidabile. L'importo dell'indennità è soggetto al massimale di un anno di provvigioni sulla media degli ultimi cinque e detto limite opera esclusivamente in caso di eccedenza dell'importo risultante dalle diverse fasi di calcolo.(19)
2)Non è vero che se non si sono procurati nuovi clienti non si ha diritto all'indennità,. In questo caso l'indennità massima annua viene ridotta secondo equità tenendo conto delle provvigioni che l'agente perde.(20)
3) E' vero che ogni nazione può attuare diversi sistemi per il calcolo dell'indennità, ma questi non possono essere usati a detrimento dell'agente e devono rispettare il dettato dell'art 17 della direttiva.( 23)
4)Se un paese non ha un sistema di calcolo adeguato si deve far riferimento a quello della Commissione Europea e con i fattori in essa riportati che mirano alla esatta interpretazione dell'art 17 (22)
(L’ITALIA NON HA ATTUATO ALCUN SISTEMA DI CALCOLO)
5)Non può uno stato membro attuare un sistema di calcolo che sia potenzialmente peggiorativo di quanto suggerito dalla Commissione stessa, verrebbe meno lo scopo della direttiva che tende ad armonizzare le normative degli stati membri, le quali non possono derogare a svantaggio dell'agente commerciale.
Dalla sentenza emerge una dato inconfutabile:
Qualunque accordo o procedura della giurisprudenza che esca dai binari tracciati dalla Corte di Giustizia o che superino i limiti da essa definiti inderogabili, sono passibili di censura.
Come ha ripetuto più volte la Suprema Corte di Cassazione,:
Quanto previsto dagli AA.EE.CC. RAPPRESENTA IL MINIMO che l’agente può ottenere.
Gianni Di Pietro
martedì 14 aprile 2009
LE ESPERIENZE DI UN COLLEGA
mi rivolgo a Tutti Voi, Agenti o Rappresentanti che siate, con questa lettera aperta. Da tempo mi sono ripromesso più volte di scriverVi ma il tempo a disposizione scarseggia sempre.
Chi Vi scrive è stato dipendente di una grande Azienda Commerciale nel primo decennio della propria vita professionale.
Tale rapporto si interruppe inaspettatamente a causa della opinabile decisione di smembrare quella solida realtà da parte della nuova Proprietà subentrata al Fondatore.
Tutto ciò per il solo scopo di effettuare una maxi operazione finanziaria <> giocando sulla ... pelle di l0mila capofamiglia che avevano contribuito con il loro impegno ad ottenere risultati eccezionali nel breve arco di un ventennio o poco più.
Il mio inserimento nel comparto commerciale è nato in tale realtà e contesto così come la scelta successiva, quasi obbligata dagli eventi, di trasferire quella esperienza di lavoro nella professione di agente - rappresentante.
Era evidente già da allora che le Aziende per investire meno ma soprattutto per aumentare i loro profitti avrebbero provveduto ad altri interventi analoghi definendoli ristrutturazioni commerciali.
Credo sia evidente a tutti che dal 1970/ 80 in poi le Proprietà hanno così agito e non ditemi che ciò non ha creato una prima forma di precarizzazione del lavoro e del vivere.
Rilevo infatti che in questi ultimi anni i rapporti con le Mandanti sono ulteriormente peggiorati.
In passato una cultura morale concreta ( rispetto a quella inesistente d’oggi ) faceva sì che il rapporto di collaborazione implicasse anche i valori umani che legavano il Proprietario all’ Agente e viceversa...
Oggi i valori sono “aria fritta “ in ogni contesto, fìguriamoci in questo.
In caso di cessazione di un rapporto d’agenzia conta solo il Contratto ed il suo contenuto.
Anzi e più precisamente conta solamente se qualcuno, Sindacato prima e Legale poi, lo sanno far valere ed applicare dalla Magistratura competente altrimenti le Proprietà fanno a gara per disconoscerlo o quantomeno non lo applicano compiutamente.
In quasi trenta anni di attività ho provato sulla mia pelle ciò che riporto.
Vi offro un consiglio da amico “In questo mondo di furbetti (eufemismo educato ) fatevi furbi!
Difendete quei ( pochi ) diritti che tutelano la categoria”.
IscriveteVi e divulgate I’ USARCI - LARAC, Sindacato apartitico che ha a cuore i nostri interessi perchè costituito e gestito da Colleghi che hanno fatto del volontariato sindacale gratuito un loro scopo di vita .
Dobbiamo innanzitutto imparare a non considerare un collega anche del nostro stesso settore un concorrente ma semplicemente un collega.
Spero di incontrarVi sempre più numerosi presso la Sede in Pescara, disposto anche a raccontarVi con maggiore dovizia di particolari le “esperienze disgustose” che mi hanno indotto a sollecitare un Vostro maggiore impegno nel sociale che ci riguarda molto da vicino.
Saluti a tutti, cordialmente
Roberto Busanelli
sabato 4 aprile 2009
IL SINDACATO USARCI SI FA PROMOTORE DI INTERVENTI ANTICRISI PER GLI AGENTI
L'USARCI si è mossa per prima, coinvolgendo anche le altre sigle sindacali oltre che quelle datoriali, al fine di sensibilizzare l'ENASARCO ed il Governo, con l'intento di far approvare uno stanziamento economico quale primo intervento finalizzato ad affrontare la gravità della situazione.
FINALMENTE QUALCOSA VERAMENTE A FAVORE DEGLI AGENTI. Un plauso ai promotori dell'iniziativa.
Gianni Di Pietro
domenica 29 marzo 2009
EPIFANI, BONANNI, ANGELETTI, POLLASTRINI
“Il nuovo Accordo per il settore commercio rappresenta un grande successo
sindacale per la nostra categoria in una fase di forte crisi perché da’ più stabilità alla categoria garantendo diritti normativi certi su alcuni istituti tipici del mandato di agenzia e prospettive economiche di sicuro interesse”.
Ma in cosa consiste il grande successo sindacale che questi signori vogliono illustrare?
Forse il fatto di aver concesso alle mandanti di ridurre la zona e le provvigioni a loro piacimento è una conquista? L'aver accettato l'obbligo della conciliazione per vedersi pagata l'Indennità Suppletiva di Clientela, che prima veniva pagata senza alcuna prassi particolare anche questa è una conquista sindacale?
Certo, è una conquista, ma da parte dei sindacati delle ditte mandanti .
L'unica vera conquista l'ha fatta la Confcommercio, la nostra controparte , ma del resto Fiarc e Fnaarc sono emanazioni della controparte.
Se Epifani, segretario generale della CGIL o Bonanni segretario della CISL, Angeletti della UIL, la POLVERINI della UGL, in una assemblea di operai , comunicasse loro con entusiasmo di aver accettato un contratto di lavoro che prevede la riduzione del salario, i due segretari dovrebbero recarsi a queste assemblee scortati da un reggimento di poliziotti , altrimenti difficilmente uscirebbero incolumi dalla sala.
Eppure questi signori che non farebbero mai una cosa del genere, hanno firmato l'AEC a danno degli agenti di commercio.
E mentre questi segretari passerebbero un brutto quarto d'ora; nelle assemblee degli agenti, dopo una entusiastica comunicazione sulla riduzione delle provvigioni, noi , agenti di commercio, abbiamo anche il coraggio di applaudire.
No, non credo che questa categoria possa essere costituita solo da imbecilli, ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di dir loro di non voler essere preso per i.... fondelli.
Gianni Di Pietro
domenica 22 marzo 2009
VARIAZIONE DI ZONA, art. 2 AEC
Risiedo ad Ascoli, sono un agente del settore cosmetico, ho ricevuto da una mia mandante la lettera di disdetta in tronco per inadempimento contrattuale , così è scritto, e non mi vuole riconoscere l'indennità perchè non ho raggiunto il badget assegnato.
Ho iniziato a lavorare con la ditta …...... di cosmetici, come agente plurimandatario nel 2001, per la regione Marche, il fatturato che la ditta aveva nella zona era di circa 80 mila euro.
Tutto è andato bene per i primi anni.
Il primo anno ho fatturato 150 mila euro, il secondo 230 mila circa , ed il terzo 290 mila. Nel quarto anno la mia ditta mi ha comunicato che il cliente x, un grossista con un fatturato di 40 mila euro circa, passava cliente direzionale perchè l'art 2 dell' AEC 2002 , come dice la ditta, lo prevede a suo piacimento.
Anche se la cosa non mi va giù, cerco di protestare, ma senza successo, continuo a lavorare ed il quinto anno chiudo il fatturato a 320 mila euro.
Altra tegola, questa volta l'azienda mi riduce le provvigioni di 2 punti, portandole dal 12% al 10%, sempre perchè l'art 2 lo prevedeva.
Il sesto anno dietro un fatturato di 350 mila euro, ed un badget assegnato di 400 mila euro, la mandante mi toglie altri due clienti che fatturavano complessivamente 55 mila euro. La conseguenza è che non riesco a raggiungere il budget che mi era stato assegnato.
La conclusione è quello che ho scritto all'inizio, licenziamento in tronco.
E' giusto che la ditta può fare tutto ciò? Ridurre la zona, togliere i clienti, imporre il fatturato, ed il rappresentante deve solo accettare tutte queste imposizioni? Allora a cosa serve il contratto ? Noi dobbiamo solo subire, è possibile che nessuno ci tutela?
Francescomico@yahoo.it

