mercoledì 21 aprile 2010

Riflessioni su Codice Civile norme Europee ed AA.EE.CC.

PRIMA PARTE

Mi sono cimentato in alcune considerazioni prendendo spunto tra i vari dettati codicistici, normativi e contrattuali e sono sempre più convinto che la strada europea sia la migliore per la tutela della categoria. Ovviamente le mie considerazioni non hanno nulla di tecnico, ma sono solo spunti politici e considerazioni sugli aspetti normativi che influenzano la condizione degli agenti.

CHI E' AGENTE DI COMMERCIO

C C 1742 stabilisce a chiare lettere , chi è l'agente di commercio,

e' agente di commercio chi è incaricato stabilmente di promuovere la conclusione di contratti in una zona determinata “

AEC art 1 prevede invece che sono considerati agenti

“ chi è incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione del contratto, in una determinata zona , e senza obbligo di orario, lavoro, ed itinerari predeterminati. L'AEC trova applicazione anche per chi i è incaricato della tentata vendita. A condizione che vengano rispettati l'autonomia e l'indipendenza senza

obbligo di orario ed itinerari.”


Considerazione


Il cc e la normativa europea non fanno alcun riferimento alla autonomia, in quanto è insito nell'attività stessa, professionista o piccolo imprenditore, non può essere soggetto a orari o itinerari , allo stesso tempo non possono essere considerati agenti quelli che svolgono l'attività di tentata vendita in quanto in contrasto proprio con l'autonomia. Chi fa tentata vendita è quasi sempre colui che rifornisce il negoziante di prodotti, vedi mozzarelle, gelati, patatine, latte, ed altro ancora , il quale non può esimersi dall'iniziare ad una predeterminata ora e dal passare quotidianamente dal rivenditore ed ecco che l’autonomia viene meno.

Nelle fasi ispettive le mandanti hanno sempre asserito per giustificare la presenza in sede dell'agente, alle 4 o 5 del mattino che tale presenza è una scelta dell'agente. E qualcuno ci ha anche creduto.


domenica 18 aprile 2010

QUIETO VIVERE

Il quieto vivere rappresenta uno schiaffo alla verità ed alla propria dignita'.

mercoledì 17 marzo 2010

Crisi, in forte aumento i fallimenti nel 2009

Colpiti soprattutto Nord e Pmi, +23% rispetto al già durissimo bilancio del 2008
da ANSA e Pubblicato dal blog: vendita perfetta: manuale dei venditori e...


MILANO – Nel 2009 sono state 9mila le imprese italiane che sono fallite, il 23% in più rispetto al già durissimo 2008. Lo affermano i dati del Cerved group, secondo i quali anche l’ultimo trimestre è stato nero: tra ottobre e dicembre sono state aperte quasi 2.900 procedure fallimentari, +15% rispetto allo stesso periodo del 2008, trimestre nel quale si era già registrato un aumento di fallimenti del 43% rispetto al 2007. Dopo la brusca caduta delle procedure seguita alla riforma della disciplina sulla crisi d’impresa – spiega il Cerved – dall’aprile del 2008 i fallimenti hanno iniziato una corsa che dura da sette trimestri consecutivi, con tassi di crescita sempre a due cifre.

L’impennata dei fallimenti ha toccato soprattutto il Nord: con un incremento del 25% nell’ultima parte dell’anno, nei dodici mesi del 2009 le procedure sono cresciute nel Nord Ovest del 33%, nel Nord Est del 26%, nel Centro del 16%, nel Sud e nelle Isole del 16,3%. A eccezione del Molise, in cui il numero di fallimenti del 2009 è inferiore rispetto a quelli del 2008 (-17%) e della Basilicata (+2%), l’incremento delle procedure ha fatto registrare ovunque tassi a due cifre con aumenti particolarmente elevati in Liguria (+48%), in Piemonte (+38%), nel Friuli (+36%), nelle Marche (+33%), in Emilia Romagna (+33%), e in Lombardia (+30%). Rispetto alle imprese presenti sul territorio, é il Friuli la regione maggiormente colpita dai fallimenti (‘insolvency ratiò pari a 22), seguita dalla Lombardia (20) e dall’Umbria (20). Le statistiche per dimensione di impresa confermano che i fallimenti toccano soprattutto aziende di piccola dimensione: il 75% delle società di capitale ha un attivo inferiore a 2 milioni di euro tre anni prima dell’insorgere della crisi. Con un aumento del 33% dei fallimenti negli ultimi tre mesi del 2009, le costruzioni risultano il settore che conta il maggior incremento di procedure nel corso dei dodici mesi 2009 (+31%), seguite dall’industria (+26% tra 2009 e 2008), dalle attività finanziarie, immobiliari, di noleggio e informatica (+24%), trasporti e le comunicazioni (+18%). Rispetto al numero di imprese registrate, è l’industria il settore più colpito. Ed è in crescita anche il ricorso al concordato preventivo: secondo gli archivi di Cerved Group, nel 2009 le imprese italiane hanno presentato oltre 900 domande di concordato (+62% rispetto al 2008), con una crescita nel solo ultimo trimestre che come i fallimenti ha solo leggermente rallentato: +33% rispetto allo stesso periodo del 2008.

lunedì 15 marzo 2010

ll picconamento per abbattere le regole che tanto fastidio danno alla parte datoriale

by Claudio Pileri

Il contenzioso è in sensibile aumento la causa non è da addebitare agli agenti, ma alle mandanti le quali infarciscono i mandati pieni zeppi di clausole vessatorie.
Ogni clausula contiene la risoluzione espressa del mandato, se non fai questo o quello. Insomma c’è da mettersi le mani nei capelli. Tantè che nessun mandato sarebbe da sottoscrivere,salvo concordare sensibili modifiche
Giusto quanto recentemente Sentenziato dalla Suprema Corte di Cassazione il 18 settembre 2009 n. 20106 sull’abuso del diritto da parte della mandante.
Alla gran parte delle nostre controparti non le tange, se ne fregano altamente di sentenze a loro sfavorevoli e continuano a randellare come a dire: è ora di piantarla con le cause da lavoro che danno ragione agli agenti.
Per le mandanti bisognerebbe riformare il codice civile la dove è favorevole all’agenzia, cos’è questo discorso che
sulla carta aziende e voi agenti siamo considerati sullo stesso piano.
Ci siamo stufati di sopportare le regole.
Ora se volete lavorare con noi le regole sono quelle che fanno comodo a noi datori.
La trattativa fra le parti? Non esiste! Il mandato lo facciamo noi e basta, quale trattativa! Se non state zitti vi faremo riapplicare la star del credere a tutti come tanti anni fa al 25%.
Si vergognino coloro che parlano di Statuto del lavoro Autonomo.
Ci mancava pure quel vicentino di Tiziano Treu il quale vorrebbe realizzare questo strumento per gli autonomi e fra essi ci sono pure gli agenti di commercio, ma siamo pazzi!
Come si permette costui. Non bastava lo statuto dei lavoratori dipendenti di quel tale (fu) Gino Giugni tramutato in legge il 20 maggio 1977 n.300 e l’art.17. Ma cosa volete, stiamo da tempo cercando di aggirare tutte queste regole.
Stiano tranquilli gli agenti li addomesticheremo.
Cos'è la legge 300 del 20 maggio 1970 è lo STATUTO del LAVORO di Gino Giugni. Cosa è scrito nell'Art. 17
L'art. 17 recita: Sindacati di comodo È fatto divieto ai datori di lavoro ed alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.


Claudio Pileri

domenica 7 marzo 2010

M come Mandato o Burla.L come Lavoro

dal Blog: vendita perfetta: manuale dei venditori e...


Spesso mi scrivete dicendomi:

"Sono in cerca di lavoro e le uniche possibilità , le ho trovate nel settore vendita, come agente."

Già che caso è?
Credi di aver trovato lavoro adesso?

Non hai trovato un bel niente se cercavi un 'entrata sicura.

Anzi probabilmente stai peggiorando le tue condizioni economiche.

Il punto è proprio questo, quando ci offrono un mandato, non ci offrono un lavoro, ma solo prodotti da vendere.

Cosa è allora il lavoro?

Sembra banale, ma spesso ci dimentichiamo proprio delle cose ovvie.

Lavorare in un'azienda con uno stipendio fisso è ricevere lavoro.

Essere un muratore e costruire un muro per conto di clienti è ricevere lavoro

Riparare un 'automobile e farsi pagare dal cliente è ricevere lavoro

Ecc, eccc.

Invece avere un mandato per vendere merce non è ricevere lavoro.

Il lavoro ve lo dà il cliente che vi compra la merce, non l'azienda che vi chiede di vendere i suoi prodotti.

Trovare un mandato di vendita è la cosa più facile al giorno d'oggi.

Il problema non è produrre la merce, ma venderla.

Ecco perchè trovate facilmente offerte come rappresentante, tanto non vi offrono lavoro, ma solo prodotti.

Capito allora quale è la differenza tra Mandato e Lavoro?

Nb. Parleremo poi del prodotto perfetto

venerdì 26 febbraio 2010

STATUTO DEI LAVORATORI AUTONOMI

UNA GRANDE OPPORTUNITA'

Finalmente una buona notizia, anzi ottima.
Tiziano Treu, Senatore della Repubblica Italiana, si è fatto promotore di una proposta di legge innovativa e rivoluzionaria per tutti i lavoratori autonomi, agenti di commercio , piccoli artigiani, piccoli commercianti e piccoli professionisti, ovvero di tutti quei lavoratori che fanno prevalere il proprio lavoro e quello dei loro familiari rispetto al capitale.
Ovvero una moltitudine di lavoratori, i cosiddetti autonomi, che per anni sono stati dimenticati da tutti i gruppi politici, vessati e munti dalle istituzioni, lavoratori che venivano e vengono ancora considerati solo quando è il momento di pagare tasse, imposte e balzelli vari.
Ora, finalmente, questi lavoratori, questi autonomi, assurgono al rango di umani, di persone, qualcuno si è finalmente accorto che anche loro hanno un'anima che non hanno solo doveri, ma anche diritti al pari dei lavoratori dipendenti, diritti che tutti dovrebbero avere in una nazione cosiddetta civile, dove il sociale non dovrebbe essere una parolaccia ma un sistema economico.
Se tutti possono permettersi il lusso di spendere, saremmo tutti più ricchi.
La proposta di legge prendendo spunto dall'art. 35 della Costituzione, secondo il quale la Repubblica Italiana tutela il lavoro in tutte le sue forme, (quindi non solo lavoro dipendente), è costituita da un vasto e complesso articolato rivolto alla crescita del terziario di qualità prevedendo la tutela di questi lavoratori difendendoli dalle criticità tipiche di ogni attività aggravate dalle ricorrenti crisi economiche.
Le trasformazioni del mercato del lavoro e la riorganizzazione dei cicli produttivi hanno espulso migliaia di lavoratori dipendenti creando implicazioni sociali molto profonde. Spesso questi lavoratori autonomi sono essenzialmente lavoratori provenienti dal lavoro dipendente, costretti ad intraprendere una attività autonoma con tutti i rischi di tipo imprenditoriale.
Il disegno di legge individua un insieme di principi e di regole essenziali che non vanificano
le peculiarità delle singole categorie di lavoratori, anzi ne traccia un insieme di tutele e di incentivi che corrispondono alle esigenze di queste categorie.
Lo statuto del lavoro autonomo non tende ad eliminare le regole già esistenti per le varie categorie di lavoratori, ma anzi si concentra sulle esigenze di ogni categoria sotto forma di tutela e sostegno alla crescita.

LA PROPOSTA TENDE A CONSEGUIRE I SEGUENTI OBIETTIVI

Ricerca della qualità e stabilità del lavoro
Maggiori investimenti in formazione continua
Superare tutte le discriminazioni sul lavoro
Accesso al credito
Certezza dei termini di pagamento del lavoro svolto
Sviluppo di forme di previdenza e di assistenza integrative
Maggiori forme di liberalizzazione
Diritto ad un equo compenso
Sostegni per la riconversione di attività autonome
Finanziamenti in conto Capitale
Prestiti agevolati
Tutela del reddito in caso di inattività temporanea o cessazione dell'attività
(ricordate l'articolo che ho scritto già 4 anni fa sulla costituzione del FIS, FONDO INTEGRATIVO STRAORDINARIO?)

Questi sono solo alcuni degli elementi previsti dalla proposta di legge preparata dal PD.
L'USARCI deve farsi parte attrice nel proporre correttivi e migliorie per la nostra categoria, l'occasione è ghiotta, unica ed irripetibile, i tentativi per bocciare questa proposta saranno tanti poiché andrà a ledere le posizioni dominanti di alcuni poteri forti, a volte presenti anche all'interno dei sindacati e che spesso non rappresentano il potere politico ma solo quello esecutivo condizionandone la crescita.

Gianni Di Pietro

domenica 7 febbraio 2010

Non ho tempo

L’agente di commercio è sempre troppo impegnato

Davide Caropreso Presidente Usarci-Sparci-Genova

Quando si viene invitati a qualche incontro, quando è indetta un’assemblea o quando si dovrebbe partecipare a un dibattito, gli agenti di commercio hanno sempre altro da fare. Quando sono interpellati per portare avanti una pratica previdenziale o una vertenza, non hanno tempo.
Quando devono fermarsi per esaminare una loro posizione sono impegnati in altre cose. Non ho tempo… è la parola d’ordine degli agenti di commercio.
Alla domanda: ma cosa devi fare”? la risposta è sempre la stessa: “sono dai clienti, è fondamentale
essere dai clienti”. Questa è la filosofia dell’agente di commercio.
Aggiungo che questa filosofia è vecchia di almeno venti anni. Non ha più senso percorrere 50/60, o
80.000 Km. all’anno per visitare i clienti, quando abbiamo le e-mail, il fax e il telefono. Dal cliente si va solo se si deve fare qualche comunicazione importante, previo appuntamento.
Altrimenti che cosa si va a dire? Per fare che cosa? Nel periodico di Gennaio ho pubblicato un elenco delle mansioni che l’agenzia commerciale deve svolgere. Ho individuato 34 mansioni e di queste 26 non prevedono contatti diretti con la clientela. Devo pensare che gli agenti che non “hanno tempo” non svolgono in modo adeguato le mansioni necessarie a gestire bene l’agenzia.
Qualche giorno fa ho chiamato una agente che ha perso un grosso mandato ed è in diatriba con la mandante per la liquidazione delle indennità di fine rapporto. La cifra in ballo non è di poco conto e l’agente doveva dare, al nostro ufficio vertenze, alcune notizie per permettere di impostare le azioni adeguate al caso. Alla mia telefonata per chiedere di farci avere la documentazione necessaria per procedere al recupero delle indennità in questione, mi ha risposto: “non ho ancora avuto tempo, sai sto visitando i clienti perché devo recuperare le provvigioni che mi mancheranno, incrementando
il fatturato con le aziende che mi sono rimaste”.
In teoria la scelta di questo collega è corretta. Ma cosa va a fare dai clienti che già acquistano? Spinge perché acquistino di più e gli facciano recuperare le provvigioni perse? Questo suo modo di operare è frutto di studio o è una iniziativa disordinata che porterà solo a perdere del tempo? Io credo che non si debba e non si possa prescindere dall’esaminare, con attenzione e obiettività, la situazione per prendere, poi, le decisioni operative “giuste” per raggiungere i ragionevoli obiettivi che ci si prefigge. Cercare di mordersi la coda, aumentando la velocità di rotazione, non migliora le prestazioni ma debilita il cane che non riuscirà a raggiungere l’obiettivo: la coda. Dobbiamo tutti imparare a gestire la nostra agenzia come una impresa perché siamo tutti piccoli imprenditori,
direttori generali della nostra micro impresa, che hanno incombenze che devono essere portate
avanti nonostante sembrino perdite di tempo. La partecipazione a corsi di formazione e di aggiornamento, è sempre scarsa e questo sta a dimostrare la presunzione di sapere già tutto. “Io ho sempre fatto in questo modo e non vedo perché dovrei cambiare”. Se un formatore mi consiglia
di esaminare il mio operato anche sotto un altro punto di vista, ….. cosa vuoi che sappia delle mia
agenzia”.
I colleghi che purtroppo fanno queste affermazioni non sono rari e non sanno che nel giro di un
tempo relativamente breve non saranno più in linea con il mercato. Proprio per questo, Eliano Cominetti, con un suo articolo in altra parte di questo notiziario, ci invita a riflettere sul significato e sul valore che l’apprendimento ha nello sviluppo futuro della figura professionale dell’agente rappresentante. Questa volta, lo fa con un articolo denso di significati -che volutamente vuole essere -uno stimolo ad un impegno, non solo nella lettura ma anche nella riflessione personale. L’evoluzione del ruolo ci è necessariamente imposta dal prossimo “post-crisi “. Prepariamoci per tempo, ad elevare la nostra professione in modo da acquisire maggiori spazi di “valore” verso le mandanti, il territorio, i clienti e verso se stessi. L’esperienza non basta più e il “… non ho tempo ” potrà diventare il nostro stesso limite in un mercato che non ci darà poi il tempo, per adeguarci ai suoi livelli di velocità e di recupero innovativo. Un esempio: seguire adempimenti amministrativi e non delegare il tutto al commercialista è fondamentale per avere sotto controllo l’andamento della propria agenzia. Quando sento i colleghi che di fronte al commercialista sussultano nel sentire l’ammontare delle imposte da pagare e affermano “…. Mai io non pensavo….” Dimostrano di amministrare malissimo la propria attività e al primo scivolone saranno in grave difficoltà. Tenere i contatti con le aziende rappresentate è un altro compito molto importante. Ma non significa solo avere buoni rapporti con l’ufficio vendite o con il capo magazziniere ma significa dimostrare professionalità e capacità di rapportarsi con tutti i comparti delle aziende rappresentate,


dall’ufficio amministrazione, alla direzione tecnica con competenza e senza esitazioni. Tutto questo significa professionalità che si può anche acquisire frequentando corsi di aggiornamento e di formazione. Anche nell’acquisizione di nuovi mandati è importante proporsi professionalmente.
Sono finiti i tempi di quando era sufficiente assicurare, alle mandanti, clienti e fatturati per ottenere
l’agenzia. Oggi le mandanti chiedono organizzazione e professionalità. Altri compiti relativamente nuovi che l’agenzia commerciale deve affrontare è l’ organizzare e gestire azioni di marketing, fare ricerche di mercato, individuare le esigenze dei clienti, verificare la soddisfazione del cliente ecc. Gli agenti si lamentano perché questi incarichi non sono di competenza. “Se noi dobbiamo andare dietro a tutti questi incarichi, non facciamo più il nostro lavoro” Qui sta uno degli errori. L’agente di
commercio non è più l’omino della valigia, oggi il lavoro è gestire, non più correre. Fermatevi e fate il punto della situazione della Vs. agenzia, parlatene con il commercialista, con il Sindacato con i colleghi, ma non correte più a rotta di collo, è inutile… la Vs. agenzia ha bisogno di essere ben gestita non ha bisogno di un titolare che percorre tanti chilometri.

domenica 31 gennaio 2010

FONDO INTEGRAZIONE STRAORDINARIO PER A.R.

Fondo integrazione straordinario per gli agenti commerciali?
(articolo di Gianni Di Pietro Pubblicato su “Professione agente”periodico dell' USARCI – LARAC di Pescara del luglio 2006)

La CIG, CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI, è costituita da un fondo che viene utilizzato in occasione di situazioni straordinarie, come ristrutturazioni aziendali, riorganizzazione, riconversione, crisi di particolare rilevanza sociale. La società stessa. L'impresa, informati i sindacati più rappresentativi, si rivolge l'INPS, che gestisce il fondo, dichiarando la propria situazione di gravita e richiedendo l'intervento della cassa integrazione costituita presso l'ente con i fondi versati dalle imprese, circa 1% della retribuzione e con un altro piccolo contributo a carico dello stato. Proviamo a pensare cosa succedere se gli abitanti di un comune traessero il loro sostentamento quasi esclusivamente con il reddito dei lavoratori di un'azienda in crisi, per essere in tema possiamo prendere come spunto l'aviaria, parliamo di ARENA, tutti i dipendenti si troverebbero licenziati e senza alcun reddito; l'economia di quel comune sarebbe praticamente cancellata, ma ciò non danneggerebbe esclusivamente le famiglie dei dipendenti, ma si ripercuoterebbe su tutto il comparto economico dell’area ... negozi vuoti, ristoranti, cinema, artigiani senza lavoro, tutte le attività ne risentirebbero accentuando la crisi che si espanderebbe a macchia d'olio.

LA CASA INTEGRAZIONE NON SOSTIENE SOLO IL LAVORATORE CHE LA PERCEPISCE MA L'ECONOMIA DELL’INTERA COLLETTIVITÀ, ecco perché riveste una importanza sociale rilevante. Dalla GIG cassa integrazione guadagni, è esclusa la figura dell’agente commerciale. In linea di massima e di principio possiamo dire che l'esclusione non è del tutto sbagliata, l'agente commerciale è un lavoratore autonomo, inquadrato nella piccola impresa e come tutti i lavoratori autonomi non rientra nella sfera degli ammortizzatori sociali. Ma vi possono essere sempre delle eccezioni, vi sono migliaia di agenti, i soliti (sempre loro) dipendenti camuffati da agenti, che seppur inquadrati dalle aziende come agenti per eludere i contributi sociali, INPS, INAIL, oltre che per poter avere una maggiore mobilità, costi più bassi, poter ricattare moralmente il lavoratore, come accade per i venditori di palatine, mozzarelle, gelati, latte, i quali non sono altro che padroncini che praticano la tentata vendita e dovrebbero essere inquadrati almeno come viaggiatori piazzisti, non agenti, ebbene, questi in caso di crisi si ritrovano senza lavoro, con le cambiali dei mezzi acquistati da pagare, una famiglia da mantenere e senza alcun sostentamento. La colpa di tutto ciò non è da attribuire solo alle mandanti, è naturale che ogni imprenditore cerca di fare i propri interessi in tutti i modi, cerca di economizzare, di trarre il miglior profitto, e se le norme, la società gli consente di attuare questi escamotage, l'imprenditore ne coglie i frutti. Anche noi abbiamo le nostre responsabilità avendo permesso con l'ultimo AEC il riconoscimento della tentata vendita come rapporto di agenzia. Purtroppo questo è un paese di furbi, e la mancanza di lavoro, la precarietà del lavoro, spesso l'ignoranza, fa si che occorre adattarsi per sopravvivere a tutto ciò che offre il mercato del lavoro, è proprio di questi giorni la notizia di una centrale del latte di una città abbastanza importante che ha licenziato tutti i padroncini per poi fare con loro un contratto di agenzia, STESSO LAVORO, STESSO ORARIO, LAVORO PREORDINATO, CARICO, SCARICO, INCASSO, "SE QUESTO È UN UOMO" recitava un famoso romanzo di PRIMO LEVI. Orbene, perché non costruirci noi stessi, con i nostri soldi, un fondo di tutela e garanzia? Siamo 300,000, un esercito, e sarebbero sufficienti pochi euro a testa per creare un fondo presso L'ENASARCO dove attingere nel caso di calamità e di singole e documentate necessità per periodi temporanei. Trecentomila agenti commerciali, con un fatturato provvisionale minimo di 30.000 euro l'anno si raggiunge un fatturato complessivo di 90 miliardi di euro l'anno. Orbene anche senza l'aiuto delle mandati o dello stato, se volessimo costituire un fondo di garanzia da utilizzare in casi gravi come quelli enunciati precedentemente, o per fallimento della mandante, (sappiamo tutti che in caso di fallimento l'agente non ha diritto al mancato preavviso) un fondo gestito dalla ns. fondazione l'ENASARCO, un fondo fatto con i ns. soldi; versando solo lo 0,1% delle ns. provvigioni, ovvero per circa 30.000 euro l'anno, accantoneranno la modica somma di 30,00 euro ciascuno, si verrebbe così a costituire un fondo circa 9 milioni di euro l'anno, un fondo enorme da utilizzare nei casi che andremo ad individuare ed a regolamentare. Con il sistema della contribuzione sulle provvigioni, "mutualità" i costi sarebbero irrisori quasi nulli, ed i benefici sarebbero tanti. È utopia? Probabile, ma proviamo a pensarci e ragionarci sopra. Un caro saluto a tutti. Gianni Di Pietro

domenica 17 gennaio 2010

Certificazione Agenti di Qualità. UNI EN ISO 9001:2008

Il sindacato USARCI-LARAC di Pescara, con il patrocicinio della Camera di Commercio di Pescara, organizza il 2° corso propedeutico per L'ottenimento della certificazione
" AGENTE/RAPPRESENTANTE PROFESSIONALE DI QUALITA'"
Disciplinare della qualità per agenti e rappresentanti di commercio DT58

Gli interessati possono inviare domanda o richiesta di informazione al seguente indirizzo:

segreteria@usarcipescara.it

mercoledì 18 novembre 2009

CERTIFICAZIONE ISO 9001 PER AGENTI COMMERCIALI

Il sindacato USARCI -LARAC, primo in Abruzzo, ha promosso la certificazione UNI per gli agenti di commercio.
Il corso avrà inizio il 20 novembre presso la sala D'Ascanio della CCIAA di Pescara.
Si ringrazia il nuovo Presidente della CCIAA di Pescara dott. Daniele Becci, ed il Segretario generale dott. Massimo Taschini i quali hanno colto il significato e l'importanza che la certificazione riveste per l'agente commerciale nel nuovo scenario della globalizzazione dei mercati, concedendo quale riconoscimento, il PATROCINIO CAMERALE .
In cosa consiste la certificazione iso 9001.
L'USARCI-LARAC di Pescara ha aderito al PROGETTO DT 58 per la certificazioen di qualità al fine di certificare le competenze professionali degli agenti di commercio,
Il corso è articolato in 16 ore, la docenza del corso verrà effettuata dal dott. Ottavio Baia, progettista nazionale del nuovo “ Disciplinare di Qualità per Agenti e Rappresentanti di Commercio” in collaborazione con il CERTIQUALITY accreditato dal SINCERT e dallo Stato Italiano, e dovrà certificare la conoscenza da parte del candidato di alcune aspetti tipici della professione, quali : competenze professionali, conoscenze dei prodotti, diminuzione dei rischi, conoscenza delle tecniche di intervista, conoscenza di files informatici, capacità di relazione con i clienti, avere e rispettare un codice deontologico.
Gli agenti certificati verranno inseriti in un apposito elenco WEB dove tutti potranno attingere nominativi ed informazioni sugli agenti certificati, digitando: www.certiquality.it