venerdì 18 gennaio 2013

LA BUONA FEDE (o la mala fede? )

                     la buona fede  nel contratto di agenzia

 
La buona fede comporta la convinzione genuina del soggetto di agire in maniera corretta: cioè senza malizia e nel sostanziale rispetto delle regole (anche non scritte) e degli altri soggetti. La buona fede implica quindi l'assenza della consapevolezza del danno che eventualmente si sta procurando ad altri o del fatto che si sta contravvenendo a delle regole o che le si sta nei fatti aggirandole.

“ Il principio di buona fede è un topos ricorrente nella tradizione giuridica occidentale, per cui i rapporti fra soggetti giuridici non devono essere fondati solo sul timore della sanzione ma anche sulla correttezza.
La buona fede dunque corrisponde all'agire di un soggetto che non intende ledere nessuno, né ha un minimo sospetto che il suo comportamento possa essere lesivo.
buona fede soggettiva: ignoranza di ledere una situazione giuridica altrui (per esempio, art. 1147: Possesso di buona fede)
buona fede oggettiva (o correttezza): è il generale dovere di correttezza e di reciproca lealtà di condotta nei rapporti tra i soggetti. Consiste nello sforzo che ogni contraente deve compiere, senza che ciò non comporti un apprezzabile sacrificio, affinché l'altro contraente possa adempiere correttamente.  WIKIPEDIA.

La buona fede è stata trattata per la prima volta nel rapporto di agenzia dalla direttiva europea 653/86 e successivamente recepita da nostro codice civile e ripresa poi dagli AA.EE.CC. sostituendo la vecchia formula “ il buon padre di famiglia”.
Certo è che doveva trattarsi di un Padre padrone, visto che i mandati di agenzia, quelli sottoscritti tra ditta mandante ed agente, prevedevano esclusivamente doveri verso il padre (Mandante) senza alcun richiamo o riferimento ai diritti dell'agente.
Con la nuova formulazione le cose non sono di certo cambiate, la Buona Fede , prevista dalle Norme, si trasforma costantemente in Malafede nei contratti di agenzia, malafede che si evince in ogni articolo della maggior parte dei contratti di agenzia,
  


  •       Obbligare l'agente a rappresentare la mandante in esclusiva e nel contempo non concedere l'esclusiva di zona E' MALAFEDE.
  •       Obbligare l'agente plurimandatario a chiedere il permesso di rappresentare altre aziende pur non in concorrenza E' MALAFEDE
  •       Restringere la zona, diminuire le provvigioni, eliminare dei clienti per trasformarli           in direzionali ad insindacabile giudizio della mandante E' MALAFEDE anche da parte dei sindacati che hanno permesso tutto ciò.
  •      Inserire sul mandato il Patto di non Concorrenza ai sensi dell'art. 1751 bis c.c. con                la clausola ” si riserva al momento  della disdetta se avvalersi o meno del patto di non  concorrenza”,     E' MALAFEDE.
  •         Inserire sul mandato la clausola che durante il periodo di preavviso viene meno il            diritto di esclusiva e la mandante può nominare nella zona che era di esclusiva, altri           agenti E' MALAFEDE.
  •       Affidare l'incarico di tentata vendita a persone che in realtà svolgono il lavoro di viaggiatori piazzisti, o dipendenti, con furgone della mandante, E' MALAFEDE.
  •       Addebitare o ridurre le provvigioni all'agente per eventuali sconti extra E' MALAFEDE,( l'agente propone l'ordine, se alla mandante non va bene quanto pattuito con l'agente può rifiutare la proposta d'ordine.)
  •     Assegnare target trimestrali o mensili con la clausola risolutiva espressa E' MALAFEDE.
  •    Assegnare target annuali irraggiungibili (come sempre) con la clausola risolutiva espressa E' MALAFEDE.
  •    Affidare un mandato di procacciatore di affari con le clausole del contratto di agenzia, E' MALAFEDE
  •    Affidare un mandato di un prodotto e poi creare una commerciale con un altro marchio per affidare ad altri agenti la vendita degli stessi prodotti E' MALAFEDE.
  •    Pagare le provvigioni solo quando il cliente ha finito di pagare la fornitura E' MALAFEDE
  •    Inserire clausole risolutive espresse che prevedono la disdetta del mandato per colpa dell'agente se gli insoluti superano il 2% del fatturato, ( in un contesto economico che supera il 50%) E' MALAFEDE.
  •    Inserire  sul mandato  qualunque clausola risolutiva espressa che non sia direttamente riconducibile a comportamenti negativi dell'agente, E' MALAFEDE

Queste sono solo alcune delle clausole in malafede che le mandanti ci propinano sui contratti.
Pensare che il rapporto di agenzia sia un rapporto di natura privatistica, non subordinata, che il rapporto è in concreto tra due imprese e che quindi ci si potrebbe rifiutare di sottoscrivere il mandato, significa mancare di buon senso ed essere in malafede.
Non vi sono agenti in grado di confutare i mandati, vi sono solo ditte meno importanti alle quali l'agente, professionalmente preparato ed economicamente indipendente, può rifiutarsi di firmarli. La maggioranza degli agenti subisce passivamente tutte le angherie per necessità.
Buonafede e malafede sono raramente considerati anche al momento della citazione in giudizio della mandante, mentre dovrebbe costituire sempre un preludio del ricorso, evincere, arguire, prospettare che la mandante, fin dall'inizio del rapporto era in malafede.

 Gianni Di Pietro

lunedì 31 dicembre 2012

FELICE 2013

                                     AUGURO A VOI TUTTI
                     UN ANNO COME LO  DESIDERATE.

                                                                             Gianni Di Pietro

sabato 15 dicembre 2012

“ L'Enasarco, e le teorie sulla soppressione ”

E' sufficiente entrare in un qualunque social network dove si parla degli agenti commerciali, ed ecco il sistematico attacco alla fondazione ENASARCO da parte di molti agenti e di qualche associazione.
Alcuni agenti, tra i più “illuminati”, ne chiedono perfino l'abolizione. Certo è che,coloro i quali ne chiedono l'abolizione, non stanno facendo un favore né a se stessi e tantomeno alla categoria, ma solo alle mandanti , anzi, penso che, considerato il livore con il quale trattano l'argomento, sospetto si tratti proprio di quanche mandante che si spaccia per agente.
Sono stato il primo, insieme ad uno sparuto gruppo di colleghi, nel lontano 1997, a deprecare la privatizzazione dell'Enasarco, ad esserne contrario.
Un ente previdenziale e perdipiù obbligatorio, non può e non deve essere privato, ma deve essere pubblico, amministrato da tecnici validi, e controllato dai sindacati di categoria e dallo stato.
Purtroppo, in questo paese dove tutto funziona alla rovescia, tutto cioò che si trasforma da pubblico in privato invece di funzionare meglio, le cose peggiorano, e la fondazione non è certo esente.
In questi ultimi anni si è avuto un continuo aumento dei contributi, una sistematica innalzamento dei massimali provvigionali, una persistente diminuzione degli importi pensionistici, un costante aumento del contributo di solidarietà, ma anche se pesante, a volte ingiustificato, il tutto serve a garantire un futuro pensionistico ai giovani agenti ed anche ai meno giovani.
Si possono discutere gli investimenti, il modo di amministrare , gli sperperi per i rimborsi spese, gli stipendi degli alti dirigenti e degli amministratori, la vergogna della situazione dei silenti, agenti che hanno versato per 15, 16 anni,certi di aver maturato il diritto alla pensione ed oggi si ritrovano senza alcun diritto alla pensione senza alcuna possibilità di ricongiungere questi versamenti con un altro ente e, peggio, perdendo tutto.
Per questi e doveroso, necessario, indispensabile trovare una soluzione.
MA NONOSTANTE TUTTO CIÒ È INDISCUTIBILE LA FUNZIONE SOCIALE DELLA FONDAZIONE.
Possiamo volere il passaggio all'Inps od altro ente statale al fine di ottenere magiori garanzie di futuro, ma non possiamo volerne la sua morte. Chi chiede la soppressione dell'Enasarco non ha alcuna coscienza sindacale e sociale, non si rende assolutamente conto che la sua sparizione, oltre a non garantire più il firr, lascerebbe migliaia e migliaia di agenti, i meno fortunati, senza alcun sostegno economico, facendo solo la gioia delle mandanti che economizzerebbero anche questi miseri euro. Chi sostiene che quei soldi servirebbero a crearsi una pensione privata, non ha capito nulla di come funziona il meccanismo e ci si troverebbe nella vecchiaia senza alcun sostentamento.
E' quello che vogliono i poteri forti per poter governare un gregge di pecore senza spina dorsale ed averli alla loro mercè. Grazie al diritto sul lavoro, grazie alle pensioni sociali, l'Italia era diventata una potenza, ed era uscita dalla schiavitù; non riportiamocela.

Giovanni Di Pietro

lunedì 19 novembre 2012

MI PIACE

Forse e' una utopia?  Forse non si realizzerà mai perchè quello che domina è l'arrivismo in questa arida società. Ma se si smette di sognare non rimane che il deserto.

Mi piace un sindacato dove i problemi degli agenti siano alla base dell'attività
Mi piace un sindacato dove lo scopo principale è quello della tutela degli agenti
Mi piace un sindacato dove la crescita morale e professionale della categoria siano fondamentali
Mi piace un sindacato dove la formazione sia utilizzata non solo per problemi di cassa, ma per la                preparazione degli agenti.
Mi piace un sindacato dove non sono importanti solo i numeri, ma le competenze
Mi piace un sindacato dove ci si parli apertamente senza censure e senza risentimenti
Mi piace un sindacato dove il dissenso venga considerato una risorsa non una colpa
Mi piace un sindacato dove tutti sono pari, e nessuno possa ritenersi primo.
Mi piace un sindacato dove il rispetto degli uomini sia alla base dei rapporti
Mi piace un sindacato dove il rispetto degli altri sindacati provinciali sia il fondamento dell'unione
Mi piace un sindacato dove i presidenti siano al servizio della categoria, non il contrario
Mi piace un sindacato dove la formazione quadri sia indispensabile per la tutela della categoria
Mi piace un sindacato dove i direttivi vengano eletti per meriti, non per accordi di camarille o per propria vanità
Mi piace un sindacato dove il Presidente venga eletto sulla base di programmi, competenze, di confronto tra più candidati, non per acclamazione o per accordo tra i potenti.
Mi piace un sindacato dove il sindacalista è colui che si mette in leale rapporto con gli altri, 
responsabile dei diritti umani, capace di reggere l’utopia e di contagiare anche coloro con cui opera agli stessi suoi entusiasmi. Sa essere presente e sa motivare le scelte, conosce il più possibile il lavoro di ciascuno e perciò è competente, cerca di capire e guarda all’essenziale.Non ha preoccupazioni per propri interessi monetari e rifiuta il privilegio che è il tarlo di ogni convivenza. Preoccupandosi di ciascuno, difende non i soldi ma il valore delle persone, lottando anche per il giusto riconoscimento economico. Cardinale. Carlo Maria Martini

Giovanni Di Pietro

venerdì 16 novembre 2012

I SINDACATI E LA QUESTIONE MORALE

RI PUBBLICO UNA VECCHIA INTERVISTA del 2008  ANCORA DI ATTUALITA'

Gianni, perchè ritieni che i sindacati sono diventati macchine di potere?
 
“I sindacati di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, , comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori dei lavoratori, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille,...". 
(L'attualità di questa dichiarazione è disarrmante, eppure è stata rilasciata il 28 luglio 1981 da Enrico Berlinguer, ben 27 anni fa, io mi sono permesso solo di modificare un temine, la parola sindacati con partiti, OGGI POSSIAMO ACCOMUNARLI. In questo caso mi riferisco esclusivamente ai sindacati degli agenti di commercio, ma anche gli altri non si discostano da queste riflessioni).
 
A cosa e' dovuta la crisi dei sindacati e quindi dei lavoratori?
 La nascita dei primi veri sindacati avvenne per la necessità di difendersi dai soprusi dalle vessazioni e dalle angherie dei datori di lavoro che schiavizzavano le masse di lavoratori che erano senza alcuna tutela.
Nel dopoguerra , con l'avvento della democrazia i sindacati hanno potuto abbandonare la clandestinità ed uscire allo scoperto.
La passione, l'altruismo la tenacia di alcuni per la difesa del prossimo, per il diritto, contro le angherie, ha permesso lo sviluppo e la crescita dei vari sindacati contribuendo così alla crescita della nazione stessa. Oggi tutte queste qualità sono andate perdute, sostituite dal tecnicismo, dai servizi, dagli opportunismi.
Il primo sindacato degli agenti di commercio è stata la FNAARC in quanto emanazione della controparte Confcommercio, fatta nascere e costituita per meglio controllare e manovrare la categoria degli agenti di commercio prima che questi si organizzassero autonomamente sfuggendo quindi dal controllo delle mandanti e prima che lo statuto dei lavoratori, nel 1970 , ne vietasse la costituzione. Infatti l'art 17 dello statuto dei lavoratori, divenuto legge dello stato con il n° 300 del 20 maggio 1970 recita: 
ART. 17. - Sindacati di comodo o  sindacati Gialli.
È fatto divieto ai datori di lavoro ed alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.
Qual'è il quadro sindacale degli agenti di commercio?
Il quadro sindacale degli agenti di commercio è alquanto policromo. Da una parte troviamo i sindacati storici del lavoro dipendente, CISL, UIL, CGIL, UGL. Questi da sempre hanno avuto un ruolo importante nella firma degli AA.EE.CC. anche se la loro rappresentatività a livello di iscritti è molto limitata e la conoscenza delle tematiche e del diritto di agenzia è scarsa.
Poi vi sono i cosiddetti sindacati di categoria, specifici degli agenti di commercio, Fiarc, Fnaarc, Usarci, Federagenti.
Con un nugolo così nutrito di sindacati gli agenti di commercio dovrebbero essere i lavoratori meglio tutelati
Purtroppo la situazione è molto diversa da quella che potrebbe sembrare. Escludendo la solita Fnaarc, succube e connivente della Confcommercio, alla quale possiamo aggiungere anche la Fiarc anch'essa aderente alla controparte Confesercenti, restano solo due sigle sindacali, l'USARCI e la Federagenti . La Federagenti non ha alcun potere contrattuale in quanto non partecipa al tavolo delle trattative per il rinnovo degli AA.EE.CC. e non è firmataria di alcun accordo.
Resterebbe solo l'USARCI a tutelare da sola la categoria degli agenti, ma anch'essa ha perduto quello spirito di spontaneità e quella vocazione tipica dei padri costituendi.
Allora cosa fanno i sindacati di categoria?
Poco o nulla purtroppo. Per poter essere efficienti e determinanti occorrerebbe che i sindacati fossero presenti capillarmente sul territorio, con strutture adeguate, e personale preparato. Nella realtà ciò non esiste, alcuni sindacati si occupano quasi esclusivamente di servizi, contabilità e formazione professionale che dà loro autonomia economica; altri non hanno personale qualificato ed indirizzano gli iscritti ai propri consulenti per la soluzione di eventuali problemi; altri hanno trasformato il sindacato provinciale in un proprio regno incontrastato dove pensano esclusivamente al proprio business. Vi sono addirittura sindacati provinciali che danno consulenza a pagamento alle mandanti offrendo conciliazioni a scapito dell'agente lavoratore. E tutto ciò è comune a tutte le sigle sindacali.
Un quadro alquanto triste, e le federazioni nazionali permettono tutto ciò?
Le federazioni nazionali sono il risultato delle realtà locali, si parla di diritto dei lavoratori ma in pratica non vi è o non vi vuole essere una adeguata preparazione politico sindacale, mancano i corsi di formazione dei quadri sindacali, mancano protocolli per le vertenze e spesso   vi sono funzionari che hanno altri interessi che quello di tutelare la categoria. Nessun sindacato può dirsi in questo scenario superiore all'altro. Inoltre spesso il sindacato è costretto ad arrendersi e a non poter svolgere il proprio ruolo.
Costretti ad arrendersi da chi?
Faccio un esempio per meglio chiarire.
Per poter far parte del consiglio di amministrazione dell'ENASARCO occorre essere firmatari degli AA.EE.CC..Questo è previsto dallo statuto della fondazione, statuto voluto dai sindacati stessi. Al momento della approvazione dello statuto, non si sono accorti che quella norma che sembrava importante per tutelare la categoria, in realtà si è mostrata dannosa e controproducente per la categoria.
In che modo la norma che prevede di essere firmatari è dannosa per gli agenti?
Risposta facile e scontata, se al momento della firma degli AA.EE.CC., un sindacato non fosse d’accordo su alcuni articoli e dovesse rifiutarsi di firmare, potrebbe ritrovarsi fuori dal consiglio di amministrazione della Fondazione, così il sindacato perderebbe in rappresentatività, ed il delegato al CDA perderebbe un emolumento considerevole. Con una tale prospettiva nessuno si azzarda a contestare e non firmare, tradendo così il ruolo del sindacato stesso.
Ma chi discute di AA.EE.CC. non dovrebbe porsi il problema delle poltrone!
Purtroppo così non è. Al tavolo delle trattative per gli AA.EE.CC. siedono le stesse persone che amministrano l'ENASARCO creando una commistione di interessi a scapito della trasparenza e degli agenti.
Allora la CGIL che non ha firmato la bozza degli AA.EE.CC. Rischierebbe di uscire dal CDA dell'ENASARCO. (Successivamente con il cambio del delegato della CGIL anche loro hanno firmato)
No, la CGIL, l'unico sindacato che si è rifiutato di firmare la bozza unitaria, anche se non firmasse gli AA.EE.CC., non correrebbe alcun pericolo in quanto non fa parte del CDA ma solo del collegio dei sindaci, ruolo naturale dei sindacati i quali non dovrebbero mai far parte dei consigli di amministrazione, ma esclusivamente del collegio sindacale, collegio deputato al controllo dell'operato del CDA a favore della categoria. Non si può essere allo stesso tempo controllori e controllati.
Occorre che all'interno di ogni sindacato vi sia una seria analisi del proprio operato, un ripensamento sui poteri e sui doveri, un ritorno alla correttezza. Quel che deve interessare veramente è la sorte dei propri rappresentati altrimenti si rischia di soffocare in una palude e fare unicamente gli interessi delle controparti.

mercoledì 24 ottobre 2012

MEGLIO LAVORARE O RIMANERE DISOCCUPATI

Quando la voglia, il desiderio, la necessità, di trovare un lavoro, di avere un introito,  si trasforma in ulteriore danno.     

Lavoro o disoccupazione,non è un ossimoro, n'è tanto meno un invito a stare senza far nulla, è solo una constatazione di ciò che accade.
La grave crisi economica ha lasciato a casa centinaia di migliaia di lavoratori tra questi anche migliaia di agenti. Trovare lavoro è quasi impossibile e, sia i giovani, sia i meno giovani con famiglia a carico, sono alla ricerca spasmodica di qualsiasi lavoro che permetta loro di sopravvivere.
A dispetto del Choosy di Fornero memoria, la stragrande maggioranza dei disoccupati si adatta a fare qualsiasi tipo di lavoro, anche i più umili e sottopagati.
E, come sempre accade quando la domanda di lavoro è superiore all'offerta, ecco affacciarsi sul mercato i soliti “CAYMANI”. Lavoro in nero, sottopagati, senza assicurazione, senza straordinari, senza limiti di orari. Ma qui entriamo nell'illecito anche se sono pochi quelli che denunciano considerato lo stato di bisogno.
Rientra invece nel legale un'altra serie di “CAYMANI”, quelli che si rivolgono al lavoro autonomo, offrendo sogni ed illusioni, giocando sulla pelle dei poveri derelitti, facendoli lavorare gratis, facendoli indebitare ulteriormente, perchè quel tipo di lavoro richiede un investimento in denaro, così che loro si indebitano e la mandante ne trae profitto.
Le pagine dei giornali sono piene di queste offerte truffaldine, un esempio ?

Si richiedono agenti comm.li per promuovere i vari prodotti e servizi offerti.Si richiedono: Auto propria, Serietà, correttezza e passione esperienza, spiccate capacità relazionali, organizzative e comunicative. Serietà, correttezza e passione. Ambosessi. e disponibilità sul territorio provinciale.
Si richiede inoltre come titolo di studio:
diploma o laurea. 
Si offrono: iniziale contr. a progetto con  rimborso spese una tantum vincolato al raggiungimento di un obiettivo minimo.
Dopo un periodo di prova, è richiesta l'apertura di Partita Iva, con retribuzione su base provvigionale ai massimi livelli di mercato e premi sul fatturato.

Passiamo all'analisi di questa offerta comune alla maggior parte delle offerte.

Non si parla assolutamente di un portafoglio clienti già esistente, quindi la zona è completamente scoperta.
Si richiedono agenti commerciali ma si offre un contratto a progetto per evitare qualsiasi pagamento di eventuali oneri quali ( poco più di un miserabile 1% sul venduto)
LA CILIEGINA IL RIMBORSO SPESE ( la cosa fa gola a tanti , ma c'è l'inganno), il rimborso spese è condizionato al raggiungimento di un obiettivo, quindi non è un rimborso spese, anzi , non esiste, gli obiettivi quasi sempre sono fatti in modo da non essere raggiunti.
Periodo di prova, significa che in qualsiasi momento un calcio e arrivederci e grazie per aver promosso, pubblicizzato, parlato bene, illustrato ed anche venduto la mia azienda, e tutto ciò gratuitamente.
Base provvigionale ai massimi livelli di mercato, cosa significa, hai paura a dirmi che mi darai il 5; 10%, tanto lo stabilisci tu .
LAUREA O DIPLOMA, già, vogliono un premio nobel per fare il loro galoppino.
SI RICHIEDE: esperienza, spiccate capacità relazionali, organizzative e comunicative. Serietà, correttezza e passione,

NIENTE ALTRO? UN SIFFATTO VENDITORE FA GOLA ALLA MIGIOR AZIENDA CHE VI E' SUL MERCATO!

L'offerta sembra allettante, trasmette due sensazioni, il rimborso spese, che fa pensare al non dover investire nulla e quindi è percorribile; “anche se inizialmente devo fare un debito”, e non si considera che è vincolato al raggiungimento di un obiettivo. Poi la sicurezza del prodotto, s cercano persone di alto livello culturale ed imprenditoriale , sarà sicuramente una buona azienda (???). Provvigioni ai massimi livelli di mercato, sembra stiano dicendo: ti offriamo diecimila euro al mese, in realtà non stanno offrendo assolutamente nulla, le alte provvigioni sono a scalare, ovvero a listino pieno(con prezzi altissimi e fuori mercato) offrono alche il 15-20% , ma se pratichi sconti per poter essere concorrenziale, le provvigioni si abbassano al 5% , percentuale che non copre neanche le spese di autostrada.

Questi “Caymani”, che si definiscono “IMPRENDITORI”, in realtà hanno trovato il sistema di spostare il rischio di impresa verso un altro soggetto, la loro attività è pressochè inesistente, acquistano solo quando il prodotto è venduto, si servono di montatori esterni, quindi nessuna spesa, nessun investimento, nessun rischio.
QUESTE NON SONO OFFERTE DI LAVORO, QUESTO E' SFRUTTAMENTO.

Oggi è l'agente a dover chiedere informazioni sulle mandanti, non il contrario.


Gianni Di Pietro

giovedì 23 agosto 2012

NUOVE SOCIETA'; IL RISCHIO PER L'AGENTE


Il 29 agosto entra in vigore il decreto Monti sulle liberalizzazioni che prevede una importante novita', la possibilita' per chi vuole diventare un imprenditore, di costituire una SRL società a responsabilità limitata con capitale di 1 (un) solo Euro e senza spese notarili, di bollo, e di segreteria, resta solo da pagare l'imposta di registro di soli 168,00 Euro.
La tentazione di formare simili società da parte di molti agenti sarà tanta, anche a causa della pubblicità data alla cosa, ed alla superficialità di molti consulenti fiscali che consiglieranno simile strada al fine di pagare meno tasse(da dimostrare)

Il pericolo, il rischio per molti agenti è considerevole, occorre ricordare cosa può avvenire nel caso un agente volesse trasformare la sua attività svolta personalmente, o sotto forma di snc o sas, in SRL.

RISCHI
 - La comunicazione alla mandante di trasformazione                    dell'assetto giuridico, fa decadere il vecchio contratto ad iniziativa dell'agente con la perdità dell'anzianità e di tutte le indennità ad esclusione del Firr.

PERDITE
- DELL' IND. SUPPLETIVA DI CLIENTELA
- DELL'IND. MERITOCRATICA
- DEL PREAVVISO
- DELL'IND. CESSAZIONE RAPPORTO
- EVENTUALE IND. MANEGGIO DENARO.

PREGIUDIZI
      • L'agente in forma societaria ha come foro competente in caso di vertenza quello del luogo ove la mandante ha la propria sede.
      • Non e' comunque competente la Magistratura del Lavoro, ma il Tribunale ordinario civile, con aumento dei tempi prima di giungere alla sentenza, oltre alla concreta possibilità di vedere decisa la controversia da un magistrato con limitata esperienza in materia di diritto del lavoro.
      • Notevole aggravio dei costi da sostenere per l’instaurazione del giudizio in termini di: 1) spese vive, dovendosi sempre e comunque versare per intero il contributo unificato (variabile a seconda del valore della causa), mentre dinanzi al Giudice del Lavoro è dovuto al 50% e solo se il reddito familiare imponibile è superiore a € 31.884,48, altrimenti è esente; 2) spese legali trovandosi di fatto costretti a munirsi di due difensori di cui destinato a comparire alle udienze dinanzi al Tribunale competente, solitamente lontano dalla sede della società-agente.
      • Nel caso di fallimento o di concordato fallimentare i crediti dell'agente società verranno molto probabilmente riconosciuti in via chirografaria e non privilegiata.
      • L'agente società di capitali non ha diritto ai versamenti contributivi Enasarco, e pertanto non maturerà alcuna pensione.

SVANTAGGI
      • Una Srl richiede, a differenza della semplice ditta individuale titolare di partita Iva (di questo parleremo dopo), il deposito di un bilancio al registro delle imprese ogni anno, con tutte le spese di gestione annesse e connesse.
      • le banche stesse saranno meno incentivate a concedere un credito a imprenditori che non hanno un capitale depositato, acquisto casa, auto, ufficio.
      • E' obbligatoria la contabilità ordinaria, con costi ed incombenze notevolmente superiori.

SUGGERIMENTO
      • Prima di prendere una decisione così importante, è bene riflettere e meditare sulla reale convenienza della costituzione della società. Il sindacato è a disposizione per tutti quelli che volessero maggiori informazioni e delucidazioni.



Giovanni Di Pietro

martedì 29 maggio 2012

SUGGERIMENTI AGLI AGENTI COMMERCIALI


                     Il decalogo dell'Agente Commerciale

  1. Ricordati che la formazione è alla base della tua professione, non dimenticare mai di aggiornarla.
  1. Conosci i tuoi diritti, ti faranno piu' forte e cosciente, anche conoscere i doveri è importante, ma quelli te li ricorda continuamente la mandante
  1. Non parlare male di colleghi, clienti e mandanti, se non puoi parlarne bene, taci !
  1. Non sei al centro del mondo; oggi sei una pedina importante per la tua azienda, ma un giorno ti accorgerai che potrà fare a meno di te.
  1. Aderisci ad una associazione di categoria riconosciuta, l'unione fa la forza!
  1. Confrontati con la tua associazione ad ogni problema, nuovo mandato, disdetta, modifica di contratto, se non ti soddisfa cambia associazione.
  1. Attenzione al rinnovo periodico del mandato, nasconde sicuramente variazioni a vantaggio della mandante.
  1. Ricorda che tutte le comunicazioni tra te e la mandante devono avvenire in forma scritta e devono essere conservate, (usate il telefono il meno possibile, (non lascia traccia), un giorno quei documenti ti saranno utilissimi.
  1. Non recedere mai da un contratto di agenzia, perderesti tutte le indennità maturate.
  1. Nessuno può tutelarti se tu per primo non attuerai tutti quegli strumenti necessari alla tua tutela.
Gianni Di Pietro

sabato 24 marzo 2012

IL GEMITO DEGLI AGENTI-IL SILENZIO DEI SINDACATI


                                                                                                                                         

Mentre governo e parti sociali si incontarno e si scontrano per cercare di trovare una quadratura alla grave situazione economica e sociale, gli agenti e rappresentanti di commercio “ abbaiano alla luna”.

Si ha l'impressione che i sindacati degli agenti di commercio non si accorgano delle grida di aiuto provenienti dai loro “sic” assistiti.
Noi agenti stiamo vivendo situazioni paradossali, gravissime , ma nessuno ha speso una parola per noi, i media tacciono perchè gli agenti non fanno notizia, anche per nostra colpa, i sindacati confederati li ignorano anche perchè non ne conoscono le peculiarità e la problematica, i sindacti di categoria sono invece totalmente assenti, non perchè non ne conoscano i problemi, ma perchè non sanno come affrontare gli argomenti, come suggerire soluzioni o rimedi.
Ma quali sono le preoccupazioni degli agenti ?

  1. ritardi notevoli nel pagamento delle provvigioni
  2. messa in liquidazione e fallimento delle mandanti
  3. risoluzioni contrattuali
  4. variazione di zona, provvigioni,

Il ritardo del pagamento delle provvigioni è uno sport in voga da sempre, ma in questi ultimi anni ha raggiunto un livello tale da non consentire più all'agente di sopportare ulteriori ritardi, ma anche i solleciti e le messe in mora non servono allo scopo.
La messa in liquidazione ed il fallimento, anch'essi aumentati in misura considerevole provocano molto spesso anche la chiusura delle agenzie, in special modo di quelle monomandatarie che sono le più esposte e le più deboli.
Le risoluzioni contrattuali sono all'ordine del giorno, e le mandanti, per cercare di non pagare le ridicole indennità, addebitano colpe infondate all'agente, che , tapini, spesso non sono in grado di difendersi, e solo allora si rendonoe conto che il leone che pensavano di essere si è tramutato in un mite agnello alla mercè del lupo.
Le variazioni di zona e di provvigioni ripetute negli anni senza che l'agente possa obiettare, si vedono costretti a disdire i mandati perdendo tutte le indennità in quanto non è più produttivo il rapporto

E TUTTO CIO' CON LA COMPLICITA' DEI SINDACATI

Ma la cosa anacronostica è rappresentata da quegli agenti, e sono in molti, i quali, sapendo di aver raggiunto l'età pensionabile di anzianità Inps, hanno comunicato in anticipo, per eccesso di zelo, alle mandanti, di voler cessare l'attività trovandosi così all'età di 60,61,62 anni senza lavoro e snza pensione perchè nel fratempo il governo ha modificato i limiti pensionistici, posticipandoli di alcuni anni, ed a 60 anni è difficile rimettersi in gioco.
Qual'è l'azienda che affida un mandato a chi ha già oltre 60 anni?? Per l'agente già 50 anni rappresenta un limite troppo alto dal quale e difficile trovare nuovi mandati.
Mentre per i lavoratori dipendenti che i trovano in simili situazioni, si sono cercati degli ammortizzatori sociali, per gli agenti commerciali, nulla, nessuno si è preso carico dei loro problemi, anzi, proprio l'ENASARCO, l'ente degli agenti di commercio, ha aumentato da 60 a 65 anni anni l'eta' pensionabile, non tenendo in alcun conto tutta questa serie di gravi problemi!

E' pur vero che la categoria degli agenti è indifferente, disinteressata, presuntuosa, e difendere chi non vuole essere difeso è quasi impossibile, ciò nondimeno non si può chiudere gli occhi ed attendere che cambi il vento, il capitano che ha una nave in avaria, deve essere tanto abile da suggerire sia gli strumenti sia il modo di affrontare e superare la crisi.

Invece di pensare a come tutelare la categoria, i sindacati sono presi dal rinnovo degli AEC, rinnovo che ancora una volta sarà a favore delle mandanti, nessuna variazione dell'articolo che prevede la riduzione di zona e di provvigioni, nessuna variazione alle indennità, riconfermando sicuramente la ridicola indennità suppletiva di clientela, invece delle più pesanti indennità cosiddette europee.

SOLO UNA LIQUIDAZIONE MOLTO ONEROSA PUO' FAR SI CHE LE DISDETTE AVVENGANO CON PIU' OCULATEZZA E MENO FREQUENZA!

PERCHE' NON SI E' CERCATO DI ISTITUIRE ANCHE PER GLI AGENTI UNA SORTA DI CASSA INTEGRAZIONE COME SUGGERITO CIRCA 10 ANNI FA?

MA QUESTI SINDACATI COME PENSANO DI FARE IL LORO MESTIERE ?


                                    TUTELA SANITARIA 
                                    E RITIRO PATENTE
                                    PER GLI AGENTI