Come
Cercare di Difendersi dall’E-Commerce

L’E-commerce,
in maniera molto semplice, è rappresentata dall’insieme di
transazioni, acquisti, vendite, per la commercializzazione di beni e
servizi attraverso internet.
Non
è sufficiente avere un pc e dei prodotti da vendere su internet per
parlare di
E-commerce,
infatti essa coinvolge diverse discipline quali la comunicazione,
l’informatica, il marketing, la grafica, le norme di diritto, lo
stile di vita.
Da
alcuni anni le vendite on line sono in costante aumento ma, proprio
in questi ultimi tempi a causa della pandemia da Covid19 che ha
comportato l’impossibilità ad uscire di casa, la chiusura dei
negozi, le molte ore chiusi in casa davanti al computer, ha fatto si
che le vendite on-line subissero una vertiginosa accelerazione.
Il
mercato cambia, ogni decennio assistiamo a vere e proprie
trasformazioni della distribuzione dovute al progresso, alla nuova
tecnologia, ai cambi di abitudini, alle necessità sociali. Non si
può fermare tutto questo, è il progresso, e solo chi si adegua, chi
si trasforma, riuscirà a sopravvivere.
Gli
Agenti Commerciali ne subiscono le conseguenze.
Da
anni assistiamo ad un calo costante del numero degli agenti, dagli
oltre 350 mila degli anni 70 il numero si è ridotto a circa 220 mila
unità, e la curva sta accelerando in questi ultimi tempi. La
chiusura della piccola distribuzione a favore delle grosse catene ha
comportato un primo grosso calo del numero degli agenti, calo che
continua inesorabile con l’espandersi della vendita a mezzo
internet. Il calo viene acutizzato dal fatto che il numero degli
agenti in Italia è drogato, infatti vi è una sostanziale differenza
tra la nostra nazione e altri paesi europei dove il numero degli
agenti è di 40/50/60 mila unità contro i nostri 220 mila. Paesi
come Germania, Francia, Inghilterra, hanno un numero nettamente più
basso di agenti, non perché non ne hanno bisogno o perché il loro
sistema distributivo è diverso, ma perché moltissime figure di
venditori sono inquadrati come lavoratori dipendenti a differenza
dell’Italia dove annoveriamo venditori in tentata vendita,
monomandatari del settore horeca, informatori medici, banconisti
a provvigioni, in pratica nel nostro paese vi sono norme che
permettono lo sfruttamento di lavoratori, le cosiddette
false partite IVA, ed
è questo il motivo per cui anche
le p.iva sono nettamente superiori in Italia che negli altri
paesi; in pratica nella nostra nazione si aggirano più facilmente le
norme a tutela dei lavoratori dipendenti.
In
questo contesto possiamo annoverare tra i maggiormente sfruttati, gli
agenti Monomandatari o quelli che pur essendo plurimandatari,
sono obbligati a rappresentare una sola mandante.
Nel
2015, in
occasione della presentazione della proposta
di legge di variazione del mono
mandato
(Monomandato
Si Monomandato no),
denunciai
la difficile situazione in cui si trovavano 30 mila agenti che
avevano un reddito lordo inferiore a 30 mila euro annui.
L’allora
presidente dell’Enasarco in una audizione presso la X
Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati
(Modifica
del
Monomandato, la
Proposta di
Legge) presieduta
dall’On. Epifani,
dichiarò
che 15 mila agenti con un reddito al di sotto di 15 mila euro non
costituivano un problema e
così si
dichiararono
gran parte
degli altri sindacati (Federagenti,
Monomandato ed
Enasarco)
con conseguente abbandono della proposta di legge.
Oggi,
questo numero è notevolmente aumentato, lo si evince dalle oltre 40
mila richieste di
contribuzione per il Covid 19 presentate all’Enasarco. Migliaia
di agenti hanno
presentato la
domanda denunciando un reddito che
ruota intorno alle 5.000 euro. Non
si può svolgere l’attività di agente di commercio
con simili redditi, ne va della
sopravvivenza, dell’autonomia,
della
dignità, della professionalità, ed è
questo il motivo della difficoltà a reperire gli agenti,
non si hanno
margini
e quindi i giovani si allontanano da questa attività che è
stata e potrebbe
ancora
essere
la più
bella del mondo. In tutto ciò la responsabilità maggiore di
questa condizione, la
dobbiamo assegnare alle ditte mandanti, queste,
con
false promesse e contratti capestro illudono e
sfruttano
i giovani.
Non
si può
offrire un contratto
da
mono mandato quando sai per certo che il fatturato della zona non
supera i 500 mila euro e
stabilisci una
provvigione del 3/4/5/6%
Non
puoi offrire un mandato senza esclusiva e rubare poi i clienti più
importanti.
Non
puoi scrivere che il mancato raggiungimento del target, che hai
assegnato senza la benchè minima indagine di mercato, fatta
al solo scopo di liberarti dell’agente quando ti fa più comodo e
senza neanche versargli le dovute indennità (anche se questa
condizione è impugnabile);
Non
puoi costantemente ridurre le provvigioni e la zona ogni qualvolta
l’agente super la 40/50 mila euro di provvigioni;
Non
si può far sottoscrivere un contratto dove oltre all’abolizione
dell’esclusiva, vi è la possibilità per l’azienda di vendere on
line a privati consumatori o anche negozianti, a prezzi più bassi di
quelli
del Vs listino, è concorrenza
sleale,
inoltre
si
ravvisa un vero e proprio sfruttamento dove, l’agente promuove le
vendite, ovvero pubblicizza
i prodotti dell’azienda, e si vede soffiare le vendite dalla
stessa mandante che si serve dell’ E-Commerce senza riconoscere
nulla all’Agente.
Tutto
ciò è immorale, ma la moralità non è un elemento del contratto né
del codice. Ed ecco che ci si chiede “ ma perché i giovani non
vogliono più fare gli agenti?”
Gli
agenti devono imparare innanzi tutto ad essere più attenti e
valutare meglio i contratti che vanno a sottoscrivere.
Non
si devono accettare contratti che non prevedono l’esclusiva in
presenza di vendite on line senza riconoscere all’agente alcuna
provvigione.
Non
si firmano i contratti da monomandatari senza
essere certi della potenzialità della mandante.
Il
primo passo di autotutela deve essere fatto dall’agente, non è
pensabile che si possa regolare tutto attraverso le norme, già oggi
l’agente non le conosce, andremmo solo ad aumentere il contenzioso
a danno di tutti.
Certo,
si possono e si devono apportare correttivi alle attuali leggi e
regolamenti.
Occorre
stabilire l’obbligatorietà del mono mandato nella tentata vendita
(la tentata vendita consiste nel visitare i clienti servendosi di
un furgone carico di prodotti della mandante e quindi provvedere
nello stesso tempo a promuovere la vendita e consegnare il prodotto.
In pratica l’agente, se così lo si può chiamare in
questo caso, svolge il ruolo di facchino, carica e scarica il
furgone, promuove, consegna la merce venduta, redige
la fattura, provvede ad incassare ciò
che ha venduto).
L’agente
in tentata vendita, è praticamente impossibilitato a trattare altri
prodotti al di fuori di quelli della mandante, ciononostante le
aziende si servono di questo artificio per economizzare alcune
centinaia di euro a danno dell’agente.
Occorre
Metter un limite minimo al reddito del mono mandatario
rispolverando la proposta
di legge dell’on. Scotto per garantire un reddito minimo ai
mono mandatari .
Occorre
rivedere l’art 1743 del c.c. sul diritto di esclusiva;
l’esclusiva deve essere bilaterale, o tutti e due i componenti,
mandante ed agente sono tenuti a rispettarla, oppure nessuno dei due
ve ne è tenuta, eliminando così la possibilità che sia a favore
della sola mandante. Così facendo l’agente avrebbe la possibilità
di trattare prodotti in concorrenza con quella della mandante, altro
non è che l’applicazione anche agli agenti della legge Bersani che
rivoluzionò le agenzie assicurative ed i concessionari auto
togliendo per l’appunto la possibilità alle mandanti di obbligare
l’agente all’Esclusiva. In tutto ciò anche l’Enasarco deve
farsi parte attiva ed intensificare i controlli.
Giovanni Di Pietro
N.b.
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