domenica 11 ottobre 2020

CONSIDERAZIONI SULLE ELEZIONI ENASARCO

Chi ha Vinto le Elezioni Enasarco?


 


 

 

Giovanni Di Pietro

Vice Presidente Vicario Usarci

Dopo ben 10 mesi di campagna elettorale all’ultimo sangue, finalmente siamo arrivati al termine con buona pace di chi ha vinto e di chi ha perso.

Questa competizione, questo sistema a suffragio universale, a mio modestissimo parere del tutto personale, mi ricorda la Corazzata Potëmkin di Fantozziana Memoria.

Qual’è la grande differenza tra il vecchio sistema e quello attuale? La differenza consiste nel fatto che ora sono gli agenti a scegliere la propria lista che è comunque preparata dalle associazioni degli agenti. Non potrebbe essere altrimenti, non puòcertamente essere una lista aperta.

Qusto dovrebbe essere un sistema altamente democratico, la categoria  designa i propri delegati, nulla sarebbe più democratico.

Nella realtà tutto ciò non accade, la Categoria degli agenti commerciali è una categoria refrattaria a qualsiasi aggregazione, ed accade che al voto, svolto comodamente da casa seduti in poltrona, partecipino in 33 mila su duecentotrentamila aventi diritto, meno del 15% degli agenti.

E gli altri? Gli altri non sapevano, non volevano, non potevano, non hanno ricevuto il certificato (falso), non hanno votato perché non cambia nulla, perché sono arrabbiato con l’Enasarco.

Questo e’ sovente il risultato della democrazia diretta, un insieme di indifferenza, disinteresse, indolenza, apatia, noncuranza, negligenza, trascuratezza, qualunquismo, salvo poi continuare a lamentarsi ed accusare chi cerca di far funzionare un ente che da 80 anni eroga pensioni agli agenti a bassissimo costo, si, bassissimo, perché non bisogna dimenticare che il 50% dei contributi è pagato dalle mandanti, mentre l’inps è pagato esclusivamente dall’agente.

Democrazia diretta che spesso può arrecare più danni che vantaggi.

La Fondazione per dare inizio alle votazioni occorre che avviii una serie di attività come: valutare chi ha diritto al voto, inviare i certificati, avere tecnici esperti per la criptazione dei voti, software, raccomandate, pec, comunicazioni varie, personale dedicato, riunioni, tutte attività che presumo abbiano un costo di un paio di milioni di euro.

Ma non è questo il punto fondamentale, il problema più grosso è costituito dalla scalabilità della Fondazione. Cosa significa? L’Enasarco è un Ente pensionistico tra i più grossi del nostro paese e gestisce un patrimonio di circa 8 miliardi.

Annualmente 2/3 miliardi vengono investiti in varie attività per ottenere un margine che possa accrescere il patrimonio, utile alla rivalutazione del montante contributivo ed al pagamento delle pensioni; 2/3 miliardi di investimento fanno gola a tanti, gente per bene che lavora correttamente nella finanza, e gente senza scrupoli.

Sarebbe sufficiente che un gruppo di senza scrupoli, che decidesse di scalare la fondazione, ovvero appropriarsene, si alleasse con una associazione con diritto a presentare la propria lista, che investa qualche centinaio di migliaia di euro, tanta pubblicità, tanto discredito verso il prossimo, roboanti promesse, ed il gioco è fatto.

I sindacati, quelli che tutelano gli agenti, non hanno soldi da investire in campagne elettorali, sarebbero investimenti errati, senza nessuna possibilità di poter recuperare il capitale investito; far parte del consiglio dei delegati, non dà diritto a prebende, gettoni, lauti stipendi, nulla di tutto questo, quindi, chi investe tanto denaro lo fa con lo scopo di farlo rientrare in qualche modo, e come? Personalmente non conosco sistemi leciti per recuperarli.

Io, noi dell’Usarci, dovremmo essere ben felici di come sono andate le elezioni,

 LE ABBIAMO VINTE, ANZI, NO! LE ABBIAMO STRAVINTE. Noi correvamo da soli, ed abbiamo ottenuto il 33% dei voti,ben 9.834; gli altri, quelli che sono davanti, sono una coalizione di ben 3 associazioni, quindi i 14. 000 voti presi, devono essere divisi per tre, pertanto ogni sindacato di questi avrebbe preso solo 4,666 voti , contro i 10.000 voti dell’Usarci, tra noi ed il secondo vi è una differenza Di oltre il 50%.

Personalmente però non sono soddisfatto, non sono soddisfatto perché questo è un sistema pericoloso, e se oggi come penso, non vi era alcun pericolo, potrà arrivare il momento che quello da me paventato possa accadere, ed allora addio alle pensioni degli agenti.

Giovanni Di Pietro

mercoledì 16 settembre 2020

Curriculum Vitae - Giovanni Di Pietro


Curriculum Vitae   

Informazioni Personali

Nome Giovanni Di Pietro

data di nascita 25 marzo 1951 Italiana

Nazionalità Italiana

Indirizzo ***********

telefoni ***********

fax ***********

e_mail ***********


Famiglia Coniugato due figlie 6 nipoti

Esperienza Lavorativa

Tipo di attività Agente Commerciale

Settore Arredamento Casa

Date 01/04/1974 31/12/2009 agente commerciale settore arredamento per le zone Abruzzo e Molise

Prodotti Mobili da cucina, camere da letto, salotti, mobili da

soggiorno, mobili da bagno, camerette,lampadari, tappeti,

  

Settore Articoli ed attrezzature Sportive

Date 01/06/1998 31/12/2001 agente commerciale settore sportivo per la zona Abruzzo e Molise

Prodotti abbigliamento ed attrezzature per tennis, sci, attrezzature pugilistiche, calcio


Istruzione e Formazione

Titolo di studio Diploma di maturità Tecnica “Perito Chimico” 1972

2019 - Docente C.F.Q.S.U Corso Formazione Quadri Sindacali Usarci

2016  - Docente C.F.Q.S.U Corso Formazione Quadri Sindacali Usarci

          -  CTU iscritto nell'albo dei CTU al n° 3069 Tribunale di Pescara

2014 -  Docente Corso Formazione Quadri Sindacali Sindacali presso USARCI-LARAC

2011  - Certiquality, Attestato di Qualificzione n° 23 “ Formatore per lo Schema di Certificazione                    DT58 Agenzia di Qualità”

Iscritto nel “ RUOLO PERITI ED ESPERTI” presso la CCIAA di Pescara al n°PE-581

2008  - Docente Corso “ Riqualificazione Agenti e Rappresentanti” riconosciuto dalla Regione                          Abruzzo, presso SEFOASI

2007 -  Docente del Corso “ il Miglioramento dell'Agenzia Commerciale” riconosciuto dalla Regione             Abruzzo, presso Professional Training Services

2006  -  Attestato del Corso “ l'Impatto della Sentenza della Corte di Giustizia: effetti sul                                 Contenzioso e sui Contratti di Agenzia in Corso” presso PARADIGMA Milano Docente          Avv.      Alberto Toffoletto

2006 -  Attestato del corso “ Contratto di Agenzia: i nuovi criteri per il calcolo della indennità dopo                 la sentenza della Corte di Giustizia del 23 marzo 2006” presso “ ANIE SERVIZI INTEGRATI,             MILANO” docente Avv. Prof. Fabio Bortolotti

2004/2007 -  Presidente della Commissione per lo studio ed il rinnovo degli AA.EE.CC nella                                     Federazione Nazionale USARCI. Agenti e Rappresentanti

1984/2006  -  Direttore Responsabile della Rivista “ Professione Agente”

2002/2005 -  Direttore Responsabile della Rivista “ Dimensione Sarcit”

1987/1988/1989 Docente Corsi formazione per Agenti legge 204/86 CCIAA L'AQUILA Azienda                                  Speciale,

1976 Attestato  - Corso per Agenti E Rappresentanti di Commercio Rilasciato dall'ENASARCO

Interessi ed Attività

2019 Eletto Vice Presidente Nazionale Vicario USARCI

2016 Eletto Vice Presidente Nazionale Vicario USARCI

2016 Eletto nel Consiglio dei Delegati ENASARCO

2014 Eletto Vice Presidente Nazionale USARCI

        Coordinatore Centro Giuridico Usarci

1990/2002 Commissione Ruolo Agenti e rappresentanti presso le CCIAA di Pescara

1980/2002 Commissione Ruolo Agenti e rappresentanti presso le CCIAA di Chieti

1990/2010 Consigliere Nazionale Usarci

1982/1992 Presidente Interregionale Abruzzo e Molise Usarci-Larac

1978/1983 Vice Presidente Interregionale Abruzzo e Molise Usarci-Larac






 

venerdì 28 agosto 2020

ENASARCO, ANTICIPO FIRR, A QUANDO LA LIQUIDAZIONE ?

 


L’Enasarco quando liquiderà l’anticipo FIRR

 

Il Cda ENASARCO nella seduta del 29/05/2020 ha deliberato di liquidare agli agenti che ne facessero richiesta, un anticipo del Firr fino ad  un massimo del 30% delle somme in giacenza, da suddividere in tre trance del 10% ciascuna.  Solo i rappresentanti della Fiarc, Federagenti,  Anasf e Confesrcenti hanno votato contro.

La delibera del Cda è successiva all’accordo siglato tra le oo.ss. di parte agente, Usarci,   Fisascat Cisl, Ugl Terziario, Fnaarc, Uiltucs e le oo.ss. delle mandanti, Confindustria, Confcomemrcio, Confapi, Confartigianato; le altre sigle sindacali, Federagenti, Fiarc, Anasf, Confesercenti, tutte appartenenti alla lista Fare Presto, non hanno sottoscritto l’accordo, forse che gli agenti di commercio non hanno  bisogno di questo anticipo  in un momento di grave situazione economica per tutta la categoria a seguito della recessione per Covid 19.

La sottoscrizione dell’accordo tra le organizzazioni Sindacali degli agenti e quelle delle mandanti, si è reso necessario in quanto il FIRR (Fondo Indennità Risoluzione Rapporto)  non è nella disponibilità dell’Enasarco che ne custodisce esclusivamente il fondo  riconoscendo inoltre  gli interessi. Occorre precisare che il Firr non è previsto da un obbligo legislativo,  ma è rappresentato solo da un obbligo di natura pattizia, ovvero è obbligatorio solo per quelle aziende che aderiscono alle oo.ss. delle mandanti e che hanno sottoscritto gli AA.EE.CC. ( Accordi Economici Collettivi) con i sindacati degli agenti.

Ovviamente il tutto deve essere avallato dai ministeri competenti, MEF e Ministero del Lavoro, perché ogni azione che possa incidere sui bilanci della Fondazione devono avere il beneplacito di detti ministeri.

Ebbene, dopo tre mesi dalla delibera, e quindi dalla richiesta ai ministeri nessuna autorizzazione è giunta alla fondazione la quale si trova nella impossibilità ad erogare il Fondo Indennità Risoluzione Rapporto.

Parafrasando un vecchio motto di Andreotti, “ a pensar male è peccato, ma si indovina sempre”, mi chiedo il perché i ministeri tardino a dare  il loro assenso. Eppure non ha nessun costo per lo stato, non incide sulla stabilità dell’Enasarco, ma nello stesso tempo costituirebbe una boccata di ossigeno per la categoria.

Mi viene il sospetto  che gli stessi gruppi che con interrogazioni parlamentari, audizioni parlamentari, pressioni presso i ministeri,  chiedevano a gran voce il commissariamento dell’Enasarco  o la sua fusione nell’Inps, ora faccia di tutto,usando gli stessi sistemi e conoscenze,  per ritardare le  autorizzazioni ministeriali  al solo fine di mettere in cattiva luce agli occhi degli agenti, l’operato della Fondazione. Solo chi non ha a cuore il bene degli agenti potrebbe architettare una simile nefandezza, ma si sa che sotto elezioni tutto è possibile.

Giovanni Di Pietro

Per garantire la tua pensione e per migliorare l'efficienza dell'Enasarco vota per chi da sempre tutela gli agenti di commercio -



lunedì 22 giugno 2020

Effetto Covid-19: clausole risolutive espresse e minimi di vendita

Gli effetti del lockdown sulle clausole risolutive espresse contenute nei contratti di agenzia con riferimento a volumi minimi di vendita

Sebbene il Covid-19 ormai sia, come molti dicono, “clinicamente spento” e l’Italia intera abbia ripreso a lavorare a pieno regime, la pandemia e il passato lockdown non hanno ancora esaurito i loro effetti su quei rapporti di agenzia vincolati da volumi minimi di vendita che l’agente deve conseguire a pena della risolubilità del contratto ex art. 1456 c.c..
Le restrizioni imposte dal Governo durante le c.d. Fasi 1 e 2 hanno impedito alla quasi totalità degli agenti di commercio di svolgere regolarmente la propria attività di promozione, con l’inevitabile calo dei loro volumi di vendita se paragonati con il medesimo periodo dell’anno 2019 e conseguente probabile mancato raggiungimento del target minimo di vendita eventualmente concordato con il preponente per l’anno 2020.
Le clausole risolutive espresse inserite nei contratti di agenzia con riferimento all’eventualità in cui l’agente non rispetti un determinato volume minimo di vendita possono ritenersi legittime se e nella misura in cui nei fatti non privino l’agente dei diritti sanciti a suo favore dagli artt. 1750 e 1751 c.c., per l’ipotesi di cessazione in tronco del contratto di agenzia (1).
È noto che, ai sensi degli artt. 1750 e 1751 c.c. e della direttiva comunitaria n. 86/653 CE, l’indennità di cessazione del rapporto in caso di risoluzione per iniziativa unilaterale del preponente non è dovuta solo qualora l’inadempimento sia imputabile all’agente e sia così grave da integrare anche una causa legittimante il recesso (2).
Ne consegue che, affinché la cessazione unilaterale del rapporto avvenuta in conseguenza all’applicazione di una clausola risolutiva espressa possa privare l’agente del diritto all’indennità, è necessario il previo accertamento dell’esistenza di un inadempimento dell’agente che integri gli estremi di una giusta causa di recesso e della relativa imputabilità allo stesso, almeno a titolo di colpa (3).
Il giudice eventualmente adito per accertare la legittima invocazione di una clausola risolutiva espressa, quindi, non può limitarsi a constatare che l’evento contemplato nella clausola si sia verificato, ma deve esaminare sia la gravità dell’inadempimento sotto il profilo oggettivo, a prescindere dalla valutazione di esso data dalle parti in sede di redazione della clausola, sia il comportamento dell’obbligato in relazione al principio della buona fede, prendendo in considerazione tutti i diversi profili emersi in sede di esecuzione del contratto che possono aver determinato un diverso tipo di equilibrio, anche quelli soggettivi quale la tolleranza del preponente, che ben può incidere sulla posizione soggettiva dell’agente, escludendone la colpa.
Quanto alla gravità dell’inadempimento, la Cassazione ha insegnato che la legittimità della cessazione in tronco del rapporto non dipende dalla valutazione operata dalle parti in sede di stipulazione della clausola, ma deriva dalla sussistenza dei requisiti per la configurabilità della giusta causa di recesso contemplata dall’art. 2119 c.c., applicabile per analogia anche ai rapporti di agenzia, e quindi dal verificarsi di una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto (4).
Tralasciando ulteriori considerazioni sulla gravità dell’inadempimento, che inevitabilmente dipendono dal caso concreto, soffermiamoci sul secondo requisito richiesto per la legittima operatività di una clausola risolutiva espressa, e cioè sull’imputabilità dell’inadempimento all’agente, almeno a titolo di colpa.
In base ai principi del nostro ordinamento, l’elemento soggettivo della colpa (e quindi la conseguente imputabilità dell’inadempimento) viene meno qualora un evento imprevedibile e straordinario, che esula dalla sfera di controllo dell’agente, si inserisce tra la condotta dell’agente medesimo e un dato evento, in modo tale da escluderne il rapporto causale. In altre parole, per escludere l’imputabilità all’agente del suo inadempimento è necessario che sussista un fatto straordinario, imprevedibile ed incontrollabile, che sia stato da solo sufficiente a causare l’evento che, nel caso in analisi, è il mancato rispetto del target minimo di vendita.
Ne consegue che, nel momento in cui si valuteranno le circostanze in cui è avvenuto l’inadempimento contemplato (i.e. il mancato raggiungimento del volume minimo di vendita), non si potrà prescindere dall’analisi degli effetti che la pandemia e il conseguente lockdown hanno avuto sulla possibilità per l’agente, la cui condotta deve essere sempre caratterizzata da buona fede, di adempiere la propria prestazione.
Il mancato raggiungimento del volume minimo di vendite potrà non essere imputato all’agente se e nella misura in cui sia stato causato dall’emergenza sanitaria e/o dalle restrizioni imposte dal Governo, e non da negligenza dell’agente stesso.
Quindi, la pandemia, le misure restrittive imposte dal Governo ed i relativi effetti protraentisi fino ad oggi, possono limitare l’operatività delle clausole risolutive espresse convenute con riferimento al mancato raggiungimento dei volumi minimi di vendita, se e nella misura in cui abbiano di fatto impedito a quest’ultimo di eseguire la prestazione cui era obbligato.
Con riferimento alla sussistenza di tali condizioni, il Ministero dello Sviluppo Economico, per aiutare i soggetti in crisi a dimostrare la sussistenza di tale evento impeditivo, ha emanato la Circolare “MISE 0088612” del 25 marzo 2020, con cui ha dato istruzioni alle Camere di Commercio presenti sul territorio nazionale, di rilasciare, su richiesta dei soggetti interessati, una dichiarazione che attesti l’impossibilità di assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.
In conclusione, applicando i summenzionati principi all’ipotesi in cui il preponente intenda avvalersi di un’eventuale clausola risolutiva espressa in seguito al mancato raggiungimento da parte dell’agente del volume minimo di vendita concordato tra le parti, quest’ultimo potrà evitare la risoluzione di diritto del contratto se e nella misura in cui (a parte le suddette osservazioni sulla gravità dell’inadempimento) la pandemia di Covid-19 e/o le misure restrittive imposte dal Governo si siano inserite nel rapporto causale tra l’inadempimento e la condotta dell’agente, impedendo la promozione delle vendite da parte di quest’ultimo e, conseguentemente, escludendone l’elemento soggettivo della colpa.

TABELLINI AVVOCATI ASSOCIATI – LUCA TABELLINI

 

venerdì 22 maggio 2020

Qual'è il compito del Sindacato

Il Sindacato è una  Associazione libera e spontanea di lavoratori o datori di lavoro, costituita al fine di tutelare i loro comuni interessi. I Sindacati sono liberi e non ricevono alcuna sovvenzione dallo Stato.

Il termine Sindacato deriva dal greco Sin (σύν = insieme) e Dike (δίκη = giustizia, diritto) il significato è “Insieme per la giustizia, per il diritto”.
Il compito principale è quello di tutelare la categoria degli agenti nella sua interezza, sottoscrivendo con i SINDACATI delle aziende (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Confartigianato) i contratti collettivi ( A.E.C. Accordi Economici Collettivi)   dove sono sanciti i diritti ed i doveri delle parti;

Gli AA.EE.CC. Accordi Economici Collettivi, si applicano esclusivamente agli agenti ed alle ditte mandanti che aderiscono espressamente alle organizzazioni firmatarie gli accordi stessi ed ai contratti che dovessero richiamarli. Pertanto agli agenti non iscritti alle OO.SS. di categoria o che non fossero richiamate dal mandato, si applica esclusivamente il cc con esclusione quindi dal FIRR, Indennità Suppletiva di Clientela, Indennità Meritocratica ed altre indennità che sono quindi non dovute all’agente.

Con il tempo, molti hanno voluto attribuire ai vari Sindacati, in maniera distorta, un significato politico, ed etichettarle con queste.

Essere affini, non dipendenti ad un gruppo politico non mi sembra un demerito se l'autonomia e la democraticità interna del sindacato non sono messe in discussione.
Infatti, se una o più rivendicazioni sindacali sono fatte proprie da un partito non è che si possa rifiutarle perchè si è apartitici.
Anche l'Usarci ha utilizzato i servigi di vari partiti da dx a sx i quali si sono fatti promotori di nostre rivendicazioni e noi abbiamo accettato di buon grado questo aiuto per il bene della categoria.

Il Sindacato è quindi una organizzazione che tutela e rappresenta i diritti dei lavoratori, attraverso varie forme di attività come le trattative con i datori di lavoro o di protesta

Oltre alla rappresentanza in sede contrattualistico, il Sindacato degli agenti si interessa di
  • assistenza e consulenza nelle controversie di lavoro
  • consulenza e assistenza fiscale, legale, tributaria, assicurativa, previdenziale.

L'USARCI nel contesto sindacale nazionale rappresenta un'atipicità, da 70 anni assiste e tutela gli agenti commerciali restando autonoma, non vincolata ad altri forze sindacali o controparti.
La Fnaarc e la Fiarc come ben sapete sono sindacati gialli perchè aderiscono alle controparti, ma non aderiscono soltanto, vivono nei loro locali, si servono dei loro dipendenti, sottostanno ai loro diktat; poi abbiamo la Federagenti, anch'essa aderisce alla Cisal e se andate sul loro sito, la quasi totalità delle loro notizie o rivendicazioni , se così si possono chiamare, riguardano esclusivamente l'Enasarco, forse perchè è lì che si trova il miele.
Ma torniamo all'oggetto dell'intervento, qual'è il compito del sindacato.
Abbiamo detto che il compito principale è quello di tutelare il diritto dei lavoratori, tutelare il diritto dei lavoratori non significa assisterlo nella vertenza sindacale, fargli i conteggi, fornirgli un avvocato esperto in materia di agenzia; tutelare il diritto significa valutare le condizioni di lavoro nell'ottica del cambiamento del mercato, e cercare di prevenire o correggere da subito eventuali condizioni di sfruttamento ed occuparsi di garantire la sicurezza ecoomica e professionale della ategoria. Ma ciò non è sufficiente, ragionando con molta presunzione, il Sindacato dovrebbe pensare di trasformarsi nello strumento utile alla categoria per scegliersi l'imprenditore che dispone di un piano industriale migliore in modo da valorizzare al meglio il proprio lavoro.
In pratica il professionista, ovvero l'agente, dovrebbe essere quello che offre lavoro all'impresa, non l'impresa che offre lavoro all'agente; ribaltare in pratica il ruolo del più forte.
Certo, non è facile, non è cosa repentina, occorreranno anni, ma questa a mio avviso è la strada, e sarà difficile percorrerla da soli.

Abbiamo visto come nell'ultimo decennio la globalizzazione ha portato dei contraccolpi enormi alla categoria con il calo di circa 100 mila agenti, negli ultimi 15/20 anni, solo negli ultimi tre anni abbiamo avuto un calo di oltre quindicimila agenti iscritti all'Enasarco, una diminuzione del 6,5% . Questa variazione segue di pari passo il calo delle preponenti, quasi quattromila su sessantaquattromila negli ultimi tre anni , achequi il calo in percentuale si attesta sulla stessa cifra, circa il 6,5%
Altro dato preoccupante è rappresentato dal contributo previdenziale medio che supera di poco le 4.000,00 euro pro capite l'anno, il che vuol dire che il reddito medio dell'agente è di circa 26 mila euro l'anno, meno del reddito di un lavoratore dipendente considerato che quello dell'agente è un reddito lordo.

Se non si tornerà a far diventare appetibile economicamente questa attività, sarà molto difficile che i giovani possano essere attratti da questa professione.

Come Usarci abbiamo cercato di dare competenza e professionalità a chi si occupa di assistenza agli iscritti, siamo l'unico sindacato di agenti che fa formazione quadri, e devo dire di essere molto soddisfatto dei risultati ottenuti, anche se vi è ancora molto da fare.

L'UARCI, in questi ultimi anni, ha dato l'avvio ad una serie di iniziative tese a dare maggiore risalto e visibilità alla nostra organizzazione sia nazionale che alle sedi sul territorio, le ultime di queste iniziative sono rappresentate da una serie di petizioni con lo slogan restituiamo dignità alla professione, petizioni che abbiamo avviato su tutti i social ed anche attraverso l'invio di mail agli agenti, nove petizioni in tutto, una raccolta di firme su argomenti di assoluta attualità a tutela della categoria, inviato questionari per conoscere non solo i problemi dei nostri iscritti ma quelli di tutta la categoria,

Nell ultimo anno abbiamo abbiamo incontrato Ministri, Sottosegretari, decine di Deputati e Senatori, abbiamo sostenuto e riproposto numerose nostre poposte di legge, come:
  • Detraibilità auto al 100%
  • Doppia patente
  • Variazione del Monomandato
  • Esclusiva e variazioni contrattuali.
  • Abbiamo reso possibile l’applicazione della quota 100 agli agenti di Commercio,
Abbiamo lanciato decine di Petizioni :
  • NO alle modifiche unilaterali al contratto
  • NO all’esclusiva Unilaterale
  • NO al monomandato
  • SI al FIS Fondo Indennitario Straordinario
  • NO alle clausole risolutive espresse
  • SI alle provvigioni sul commercio elettronico
  • NO alle provvigioni sul Maturato
  • SI al privilegio delle indennità nei fallimenti
Ebbene, nonostante queste ed altre innumerevoli iniziative la base, gli agenti di commercio, ha ignorato questi progetti infatti la partecipazione non è stata numerosa, in netto contrasto con le lamentele degli agenti che sono sempre numerose e continue. Purtroppo, non appena si chiede agli agenti di leggere e mettere mano alla penna per dichiarare il proprio malcontento, le risposte sono dell’ordine del 5/6% , come se tutti gli altri fossero immuni da problemi; in pratica la categoria è “anoressica “
Tutto ciò non aiuta il sindacato a svolgere con correttezza il proprio ruolo, non si può chiedere senza dire e dare.

Siamo aperti a qualsiasi critica, costruttiva, ben vengano, ci aiutano a crescere ed a formarci, ma occorre ricordare che insieme alla critica occorre offrire un suggerimento, altrimenti come diceva qualcuno ,

Se denunci un problema e non suggerisci la soluzione, fai parte del problema

oppure

se non sei parte della soluzione sei parte del problema,
Facciamo corpo, siate propositivi, non abbiate timore delle novità, le novità stimolano ed aguzzano l'ingegno.



Giovanni Di Pietro