venerdì 11 novembre 2011

F.I.S. FONDO INTEGRAZIONE STRAORDINARIO PER A.R.

Il Sogno nel Cassetto


Fondo integrazione straordinario per gli agenti commerciali?
(articolo di Gianni Di Pietro Publicato nel luglio 2006) su “Professione agente”periodico dell' USARCI – LARAC 
  " repetita iuvant "
E' un mio vecchio pallino, ha fatto sorridere tanti dirigenti sindacali; ma provate a pensare se l'avessimo realizzato. Oggi, tanti nostri colleghi senza lavoro a causa della crisi avrebbero di che sopravvivere. 

LO RIPROPONGO

La CIG, CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI, è costituita da un fondo che viene utilizzato in occasione di situazioni straordinarie, come ristrutturazioni aziendali, riorganizzazione, riconversione, crisi di particolare rilevanza sociale, crisi della società stessa. L'impresa, informati i sindacati più rappresentativi, si rivolge all'INPS, che gestisce il fondo, dichiarando la propria situazione di gravita,  richiedendo l'intervento della cassa integrazione costituita presso l'ente con i fondi versati dalle imprese, circa 1% della retribuzione e con un altro piccolo contributo a carico dello stato.
Proviamo a pensare cosa potrebbe succedere se gli abitanti di un comune traessero il loro sostentamento quasi esclusivamente dal reddito dei lavoratori di un'azienda in crisi. Per fare un esempio possiamo partire da un fatto di cronaca, " l'aviaria " ,che porterebbe alla fortissima contrazione delle vendite delle aziende del settore ovicolo; ad esempio " ARENA ". Tutti i dipendenti si troverebbero licenziati e senza alcun reddito; l'economia del circondario della società ARENA sarebbe praticamente cancellata. Ciò non danneggerebbe esclusivamente le famiglie dei dipendenti, ma si ripercuoterebbe su tutto il comparto economico dell’area ... negozi vuoti, ristoranti, cinema, artigiani senza lavoro, tutte le attività ne risentirebbero accentuando la crisi che si espanderebbe a macchia d'olio.

LA CASA INTEGRAZIONE NON SOSTIENE SOLO IL LAVORATORE CHE LA PERCEPISCE MA L'ECONOMIA DELL’INTERA COLLETTIVITÀ.

Per questo motivo riveste una importanza sociale rilevante.
Dalla GIG cassa integrazione guadagni, è esclusa la figura dell’agente commerciale in quanto lavoratore autonomo. In linea di massima e di principio possiamo dire che l'esclusione non è del tutto sbagliata, l'agente commerciale è un lavoratore autonomo, inquadrato nella piccola impresa e come tutti i lavoratori autonomi non rientra nella sfera degli ammortizzatori sociali. Ma chi ci impedisce di crearcela da soli? con i nostri soldi?
Vi possono essere sempre delle eccezioni, vi sono migliaia di agenti, i soliti (sempre loro) dipendenti camuffati da agenti, che seppur inquadrati dalle aziende come agenti per eludere i contributi sociali, INPS, INAIL, oltre che per poter avere una maggiore mobilità, costi più bassi, poter ricattare moralmente il lavoratore, come accade per i venditori di palatine, mozzarelle, gelati, latte, surgelati, i quali non sono altro che padroncini addetti alla tentata vendita, questi dovrebbero essere inquadrati almeno come viaggiatori piazzisti, non come agenti, ma si sa come nel nostro paese le maglie delle regole sono così larghe che chi vuole approfittarne riesce a  far passare tutto. Ebbene questi sfruttati,  in caso di crisi si ritrovano senza lavoro, con le cambiali dei mezzi acquistati da pagare, una famiglia da mantenere e senza alcun sostentamento. La colpa di tutto ciò non è da attribuire solo alle mandanti, è naturale che ogni imprenditore cerca di fare i propri interessi in tutti i modi, cerca di economizzare, di trarre il miglior profitto, e se le norme, la società gli consente di attuare questi escamotage, l'imprenditore ne coglie i frutti.
 Anche noi abbiamo le nostre responsabilità avendo permesso con l'ultimo AEC del 2002 e seguenti, il riconoscimento della tentata vendita come rapporto di agenzia. Purtroppo questo è un paese di furbi, e la mancanza di lavoro, la precarietà del lavoro, spesso l'ignoranza, fa si che occorre adattarsi per sopravvivere a tutto ciò che offre il mercato del lavoro.  E'  proprio di questi giorni la notizia di una centrale del latte di una città abbastanza importante che ha licenziato tutti i padroncini per poi fare con loro un contratto di agenzia, STESSO LAVORO, STESSO ORARIO, LAVORO PREORDINATO, CARICO, SCARICO, INCASSO, "SE QUESTO È UN UOMO" recitava un famoso romanzo di PRIMO LEVI.
         Orbene, perché non costruirci noi stessi, con i nostri soldi, un fondo di tutela e garanzia? 
Siamo 300,000, un esercito, e sarebbero sufficienti pochi euro a testa per creare un fondo presso L'ENASARCO o l'INPS dove attingere nel caso di calamità e di singole e documentate necessità per periodi temporanei. Trecentomila agenti commerciali, con un fatturato provvigionale minimo di 30.000 euro l'anno fanno  un fatturato complessivo di 90 miliardi di euro l'anno.
 Anche senza l'aiuto delle mandati o dello stato, se volessimo costituire un fondo di garanzia da utilizzare in casi gravi come quelli enunciati precedentemente, o per fallimento della mandante,  un fondo gestito dalla ns. fondazione l'ENASARCO o dall'INPS, un fondo fatto con i ns. soldi; versando solo lo 0,1% delle ns. provvigioni, ovvero per circa 30.000 euro l'anno, accantoneranno la modica somma di 30,00 euro ciascuno, si verrebbe così a costituire un fondo circa 9 milioni di euro l'anno, un fondo enorme da utilizzare nei casi che andremo ad individuare ed a regolamentare.
Con il sistema della contribuzione sulle provvigioni, "mutualità" i costi sarebbero irrisori quasi nulli, ed i benefici sarebbero tanti, a ciò dovrebbe servire il contributo di solidarietà.
È utopia? Probabile, ma proviamo a pensarci e ragionarci sopra
 Gianni Di Pietro

mercoledì 17 agosto 2011

LA RASSEGNAZIONE

LA RASSEGNAZIONE E' IL MALE PEGGIORE DELL'ITALIA E DEGLI ITALIANI. PENSARE CHE TANTO LE COSE NON POSSANO CAMBIARE, E' ALTO TRADIMENTO VERSO I PROPRI FIGLI.

Giovanni Di Pietro

domenica 14 agosto 2011

LIBERTA' E DEMOCRAZIA

La libertà di una democrazia non è salda se la sua economia non garantisce occupazione e non distribuisce beni per sostenere un livello di vita accettabile. Franklin D. Roosevelt, 1938

lunedì 18 luglio 2011

LO SFOGO DI UN AMICO CHE DA ANNI SI PRODIGA PER AIUTARE I COLLEGHI

Ciao GIANNI, sono Claudio Bilato Presidente USARCI di Padova e Rovigo. Permettimi lo sfogo che mi scappa, ma devo proprio dirlo. La stragrande maggioranza dei nostri colleghi non sa che chi si iscrive alla F.N.A.A.R.C. e/o alla F.I.A.R.C va a dare forza rispettivamente alla CONFCOMMERCIO e alla CONFESERCENTI che sono nostre controparti nella stipula degli A.E.C. pagano doppie quote di associazione (una diretta all'associazione ed una attraverso il contrin con L'I.N.P.S.) e si lamentano perchè le "associazioni/sindacati di categoria" li tutelano poco. Ma queste teste di "biiip" fanfaroni e pieni di se che sanno tutto loro e quando non lo sanno si rivolgono "all'amico/collega" agente che lo consiglia, lo sannno che sono degli imprenditori del "biiip" che se fossero più umili e ci frequentassero di più potremmo avere piùpotere contrattuale con le mandanti. Ben gli sta quando lo prendono nel "biip" e lo scoprono quando ci vengono a trovare in USARCI dicendo "sa non ho mai avuto bisogno prima...." ...... " ma brutta testa di biiip lo sai che se oggi trovi aperto lo devi a quei deficienti che pur non avendo bisogno hanno pagato regolarmente la quota associativa? Lo sai che invece di pagare l'abbonamento alla tua squadra del cuore, a SKY, a MEDIASET PREMIUM o a chissà altro, che ti costa un fottio di soldi potresti sostenere una associazione fatta da AGENTI DI COMMERCIO per AGENTI DI COMMERCIO e magari avere anche qualche beneficio nel tempo? Invece di fare lo "sborone" all'happy hour se quei soldi li investissi per la tua attività sostenendo una associazione veramente svincolata da qualsiasi legame non sarebbe meglio? Invece hanno le braccine corte, risparmiano la quota associativa e si presentano solo quando hanno bisogno, non si chiedono come mai quell'ufficio è aperto. "sa mi iscrivo al sindacato, poi gli risolvi il problema e CIAO non ti pagano più la quota associativa, tanto il peggio è passato. Ma se ne andassero afff......, individualisti di biiip....... mi fermo qui ma se qualcuno vuole un contradditorio mi può venire a trovare a Padova che si capisca chel'USARCI è fatta di gente che ha i Cxxxxxxi non di Cxxxxxxi. E scusate lo sfogo Cxxxo!

Claudio Bilato

venerdì 15 luglio 2011

UN CASO DI " VITA VISSUTA "

Colgo lo spunto da una recentissima consulenza effettuata ad un nuovo associato, per elaborare alcune considerazioni. E’ questo il caso di un agente di 55 anni che nel mese di marzo ha subito un drastico taglio di zona. Questo agente, oltretutto monomandatario, non avrebbe voluto accettare questa modifica contrattuale, tra l’altro effettuata con effetto immediato, ma pensando che l’unica alternativa all’accettazione fosse quella delle sue dimissioni con la conseguente perdita dell’indennità di clientela maturata in oltre 25 anni di durata di quel rapporto di agenzia, seppur con sua grande sofferenza, ha accettato quanto imposto dall’azienda. A distanza di qualche mese si è però reso conto che nonostante la buona volontà gli introiti provvigionali risultano essere così bassi che ora non gli permettono la prosecuzione del rapporto. Quell’agente, che in tanti anni di attività mai si era voluto iscrivere non solo all’USARCI ma nemmeno a qualsiasi altra associazione di categoria, si trova nella condizione che se ora dà la disdetta va a perdere una indennità di fine rapporto che supera 70.000 euro. Se questo nostro attuale nuovo associato a marzo si fosse rivolto a noi avrebbe potuto ottenere non solo l’indennità di fine rapporto ma anche l’indennità di mancato preavviso che nel caso specifico ammontava a circa 55.000 euro. Tutto ciò in quanto l’agente ai sensi degli A.E.C. vigenti può non accettare le riduzioni di zona che superano il 20% e la mancata accettazione equivale alla disdetta da parte della mandante con diritto all’indennità di fine rapporto nei confronti dell’agente. Insomma un totale di euro 125.000 che quell’agente andrà probabilmente a perdere solo per che cosa? Per non aver voluto iscriversi, per non pagare una quota associativa che mediamente ammonta a 120/150 euro l’anno. In trent’anni di attività avrebbe versato non più di 3.000 euro di quote associative, avrebbe avuto una proficua assistenza per tutto questo tempo e soprattutto non ci avrebbe rimesso ora 125.000 euro! Ma vale la pena “incaponirsi” per non pagare la quota associativa? Oltretutto va ricordato che l’importo è completamente deducibile dal reddito d’impresa ciò significa un costo reale del 50% tra Irpef risparmiata (30%) e Inps risparmiato (20%). In pratica un costo effettivo di circa 6 euro al mese! Penso che avere assistenza e consulenza in ambito contrattuale, fiscale e previdenziale per questo piccolo importo non possa che essere un grande affare, o no?

Massimo Azzolini

domenica 22 maggio 2011

LA SAGA TRA FEDERAGENTI ED USARCI

Continua la saga tra Federagenti e Usarci. Non voglio entrare nel merito del torto e della ragione, di solito la stessa non risiede mai da una sola parte, ma vorrei solo che qualcuno mi spiegasse a chi giova questa contrapposizione esacerbata tra due sindacati di categoria il cui unico scopo dovrebbe essere quello di tutelare gli agenti e rappresentanti commerciali.
La Federagenti sta conducendo, a suo dire, dal momento della sua nascita avvenuta in occasione della privatizzazione dell' ENASARCO, una vera battaglia previdenziale a favore degli agenti.
E' innegabile che la previdenza rivesta un fattore di primaria importanza per questa categoria, ma francamente non mi sembra il solo ed unico problema che affligga questa tipologia di lavoratori. Con tutti i ma e tutti i distinguo, gli agenti hanno una pensione dall' ENASARCO che sommata a quella dell'INPS costituisce un supporto importante.
E' difficile pensare che l'attacco che la Federagenti fa puntualmente all'USARCI non sia strumentale, anche ammesso che in alcuni casi possa avere qualche ragione.
L' Enasarco è amministrata oltre che dal Presidente(CISL), da un Vice Presidente (Confindustria) e da un altro Vice Presidente (Confcommercio) e da nove Consiglieri appartenenti rispettivamente: alla Fnaarc, all'Usarci, alla CISL , alla UIL, alla Fiarc, alla Confcommercio, alla Confindustria, e da uno in quota al ministero del Lavoro.
Ora, con un organigramma cosi' corposo e policromo, pare difficile pensare che se vi sono delle responsabilità possano essere attribuite esclusivamente all' USARCI.
Oppure dovremmo immaginare i due consiglieri in quota all' USARCI talmente arguti e forti da riuscire a condizionare e fagocitare tutti gli altri 11 membri ? Mi sembra improbabile; si dovrebbe pensare che gli altri sono tutti degli sprovveduti, degli inetti, o addirittura incapaci ? francamente mi è difficile crederlo; oppure si dovrebbe pensare che dietro questi attacchi sistematici si nasconde dell'altro ? anche io sono del parere che sull' Enasarco occorrerebbe un serio approfondimento, che non e' tutto oro quel poco che luccica, che molte norme sono sfavorevoli agli agenti, che nessuno, dico nessuno ha mai comparato in tutti i suoi aspetti favorevoli e sfavorevoli i due sistemi pensionistici, ma come dicevo prima, la categoria soffre oggi di mali incurabili, mali che non permettono la sopravvivenza degli agenti e delle loro famiglie, e di tutto ciò si tace, nulla da parte di nessun sindacato.
Si tace sulle direttive che da tempo vengono impartite dai sindacati di parte datoriale (Confindustria, Confcommercio, Confapi, Confartigianato) ai propri iscritti (Mandanti), direttive tese a modificare unilateralmente i contratti che prevedono clausole moralmente delinquenziali se inserite in in un rapporto di lavoro, le cosiddette clausole risolutive espresse, ovvero mancati raggiungimenti del target, insoluti che non devono superare il 2 o 3 % del fatturato, il famigerato art 2 degli AEC , poi diventato (sic) art. 3 per il settore Commercio, che prevede la riduzione di zona, di provvigione, di clientela, a piacimento della mandante, cosi' che nel giro di 3, 4 anni, l'agente si vede azzerate le provvigioni ed è costretto a disdire il contratto senza ricevere alcuna indennità.
Queste ed altre clausole contrattuali , che spesso vengono ritenute valide sia dagli avvocati (perchè non hanno voglia di lavorare, il diritto di agenzia pagapoco), sia dai magistrati ( tutti comunisti ? se lo fossero, avrebbero già dichiarato la nullità di detti patti), hanno messo e continuano a metter in ginocchio la categoria, sottoposta a continui ricatti.
Di questi e tanti altri argomenti, la Federagenti tace, se non in qualche sporadica nota ogni anno o ogni qualvolta si firmano quei nefasti AA.EE.CC. i quali, invece di tutelare la categoria, vanno ad interpretare in maniera negativa ed a favore delle sole mandanti le norme codicistiche ed Europee.

Tutto questo acredine, questo livore, questo dispendio di energie, se fosse profuso da entrambi a difesa esclusivamente della categoria in tutti i suoi aspetti, sicuramente gli agenti potrebbero giovarsene ed entrambi avrebbero adempiuto al mandato loro affidato dai loro iscritti.
Ovviamente in questo contesto ho volutamente evitato di parlare della Fiarc e della Fnaarc, che sono due sindacati che aderendo alle controparti, sembra che facciano più gli interessi delle mandanti che degli agenti., ma il problema è di quegli agenti che superficialmente vi si iscrivono, anche se poi condizionano anche gli altri.

Gianni Di Pietro

giovedì 19 maggio 2011

LA DEMOCRAZIA

LA DEMOCRAZIA ESISTE LADDOVE ... " NON C'E' NESSUNO COSI' POVERO DA VENDERSI E NESSUNO COSI' RICCO DA POTERTI COMPRARE .
Iean Jacques Rousseau.

martedì 22 marzo 2011

UN IMPENSABILE TRAGUARDO

Quando ho realizzato questo Blog avevo l'unico scopo di dare voce alle mie idee spesso censurate o meglio invise alla maggior parte dei dirigenti sindacali. Non pensavo assolutamente che questa pagina potesse riscuotere un interesse o essere condiviso.
A distanza di qualche tempo ho avuto un notevole riscontro, tanti sono i colleghi che mi inviano mail, mi chiedono pareri, mi danno suggerimenti.
Oggi questo blog ha superato le 10.000 visite.

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI I LETTORI ED A TUTTI QUELLI CHE VI PARTECIPANO ATTIVAMENTE.


Gianni Di Pietro

sabato 12 marzo 2011

Pensieri in Libertà

Questo doveva essere l'intervento che avevo preparato in occasione del XVIII congresso USARCI-LARAC del 19 febbraio 2011. Intervento che ho preferito non fare in quella occasione per motivi di opportunità e di tempo, ma che avevo annunciato che avrei comunque pubblicato sul mio blog.

XVIII CONGRESSO USARCI-LARAC
Intervento di Gianni Di Pietro

Ringrazio il Presidente Bruno Rossi, per tutto quello che ha dato al sindacato in questi due anni di presidenza.
Chi mi conosce sa che non sono un adulatore, ma ritengo la sua presidenza tra le migliori che il sindacato Usarci ha avuto in Abruzzo e Molise da sempre. Una delle sue qualità è certamente quella di riuscire a gestire le mie intemperanze e far finta di minimizzare alcune mie escandescenze.
Il Presidente Rossi ha affrontato molti argomenti importanti, tra gli altri ha parlato della situazione economica sia nazionale che regionale, con riferimento anche a quella internazionale. Ormai parliamo di globalizzazione, dei mercati, di prodotti, di prezzi, tutti questi elementi fanno ormai parte di un mondo comune.
Quale deve essere il ruolo del sindacato in questo scenario ?
Anche il sindacato deve internazionalizzarsi.
Le regole dovrebbero essere simili per tutti gli agenti almeno in tutta Europa.
Alla realizzazione di ciò ci ha provato la COMUNITA' EUROPEA emanando nel 1986 una direttiva comunitaria con un importante presupposto; Presupposto che racchiude la sostanza della direttiva stessa.
IL PUNTO BASE E' PER L'APPUNTO QUESTO:

“considerando che le differenze tra le legislazioni nazionali in materia di rappresentanza commerciale influenzano sensibilmente all'interno della Comunità le condizioni di concorrenza e l'esercizio della professione e possono pregiudicare il livello di protezione degli agenti commerciali nelle loro relazioni con il loro preponente, …...”

Già da queste poche righe si evince che lo scopo della Comunità Europea , con questa direttiva, è quello di proteggere l' Agente Commerciale nelle relazioni con la preponente, perchè è ben conscia che l'agente rappresenta la parte debole della catena e che ha bisogno di maggior tutela.


E' pertanto pacifico l'importanza ed il ruolo che il sindacato svolge nela tutela del lavoratore che rappresenta, nel nostro caso l'agente commerciale.

Ci si domanda se il sindacato debba sempre tutelare l'agente commerciale a prescindere dalle eventuali sue responsabilità o colpe ,
Certamente sì;
Il sindacato deve sempre stare dalla parte dell'agente di commercio.
Se così non fosse verrebbe meno al proprio ruolo, al proprio scopo, ma ancor più grave, si sostituirebbe ai giudici senza averne il ruolo, la capacità e la competenza.
Non ci risulta, del resto, che mai la Confindustria e la Confcommercio, solo per citarne due tra le più grosse tra le nostre di controparti, si siano mai schierate contro un proprio aderente per comportamenti poco leciti o scorretti. Non abbiamo mai sentito la Confindustria e la Confcommercio richiamare un proprio aderente perché ha preteso la sottoscrizione di un contratto con clausole vessatorie.

Proprio alcuni giorni addietro, un collega si e' visto rifiutare il contratto solo perche' aveva chiesto all'azienda di rivedere il patto di non concorrenza. Il contratto prevedeva che la mandante insindacabilmente, anche un mese dopo la chiusura del rapporto poteva decidere se riconoscere o meno il patto di non concorrenza. L' agente aveva chiesto solo che il patto fosse chiaro, o era previsto o non lo era. Per tutta risposta la mandante gli ha risposto che cercavano agenti che non creasse loro problemi.
Ed un' altro ancora ieri l'altro ha ricevuto una disdetta per colpa perché l'azienda ha presupposto che l'agente era in contatto con una azienda concorrente.
Ora vale anche la presunzione. Sono proprio fuori di testa, e noi dovremmo rappresentare questi industrialotti ? E' questa la classe imprenditoriale Italiana ?
Mi auguro di no.

Sono certo che il rifiuto della mandante nel primo caso e la disdetta del contratto nel secondo, rappresentano un epilogo fortunato per questi due agenti. Con simili aziende ci sarebbero stati in futuro problemi piu' seri.

Ma occorre che l'agente comprenda che la tutela sindacale non si attua solo nel momento della disdetta del mandato o nel momento in cui la mandante compie una scorrettezza. La tutela inizia ben prima; inizia dalla stipula degli AA.EE.CC.
Questi dovrebbero costituire esclusivamente la semplificazione delle norme del cc , suggerendone eventualmente il sistema di calcolo delle indennità quando non previste dalle norme codicistiche, e dovrebbero prevedere un miglioramento rispetto al codice stesso, se così non fosse, il ruolo degli AA.EE.CC. non avrebbe alcun senso.
Purtroppo, molto spesso dobbiamo assistere a vere e proprie storture , solo per fare un esempio, l'art 2 degli AA.EE.CC. prevede che la ditta mandante può ridurre la zona , la provvigione , il numero dei clienti a proprio insindacabile giudizio.
Non ci risulta che il codice preveda tutto ciò, anzi, il codice prevede che un contratto non possa essere modificato unilateralmente, ma occorre il consenso di tutte le parti che lo hanno sottoscritto.
Ma, gli AA.EE.CC. esistono negli altri paesi Europei ?
NO, negli altri paesi non vi è traccia di contratti collettivi di lavoro per gli agenti commerciali. Allora dovremmo pensare che gli agenti degli altri paesi non sono tutelati.
Falso, lo sono e forse anche di piu'. loro hanno le norme codicistiche e le leggi che regolamentano l’attività e le indennità.
I contratti collettivi sono una invenzione tutta Italiana, nata per sopperire alla latitanza legislativa. Questa latitanza ha fatto diventare prassi comune la stipula dei contratti collettivi, dando così l'impressione di rafforzare il ruolo del sindacato.
Tutto ciò è falso, falso perché le regole spesso previste nei contratti collettivi non sono dettate da motivi di diritto, di equita', di dignita', ma esclusivamente da un rapporto di forza; la forza del sindacato dei lavoratori contro quella del sindacato dei datori di lavoro.
Nel nostro caso, siamo perdenti su tutta la linea ed i risultati sono evidenti.
Non dimentichiamo che tra i firmatari degli AEC vi sono sigle sindacali che nulla hanno a che vedere con gli agenti, non ne conoscono il ruolo, l'importanza, la tipologia di lavoro, ma sono comunque firmatari.
Ma anche tra i cosiddetti delegati sindacali, quelli che rappresentano proprio gli agenti di commercio, troviamo spesso,impreparazione, pressapochismo, o, ancora peggio, collusione con le controparti.
Giorni addietro un alto dirigente sindacale di uno dei sindacati aderenti alla controparte mi diceva che, lui, per meglio tutelare gli agenti, offre consulenza a pagamento alle mandanti .
Un sindacalista non dovrebbe neanche pensare di trattare le risoluzioni contrattuali per conto della mandante. Essere consulenti delle mandanti da parte di un sindacalista E' ALTO TRADIMENTO, ma succede anche questo.
Vi sono poi sindacati di agenti non firmatari degli AA.EE.CC. Non perché hanno ritenuto che non siano da firmare, ma solo perché non riescono ad entrare negli ingranaggi del potere. Che senso ha creare una miriade di sindacati ? Quali sono le vere differenze che le contraddistinguono? Nessuno le conosce, o le differenze sono risibili. Si costituisco in nuovi sindacati con il solo scopo di esserne presidenti , ed ottenere qualche vantaggio o per mera vanità. . Non si risolve il problema degli agenti spezzettando la categoria, anzi, li si indebolisce, si fa il gioco delle controparti. Se non si è d'accordo con chi governa il sindacato, si combatte, si lotta, sempre dall’interno fino a far sentire la propria voce e denunciarne le storture.

Ma la responsabilità di tutto ciò risiede molto spesso negli agenti stessi, i quali, per anni, anche decenni, sono stati e lo sono ancora, assenti, pavidi o egoisti, lontani dal sindacato.
Per il solo fatto di trovarsi a rappresentare aziende importanti, pensano di essere immuni, di non averne bisogno di assistenza, per poi gridare: “ NON SIAMO TUTELATI”
quando vengono disdettati o subiscono delle prepotenze. Dimenticando di porsi la fatidica domanda:

MA COSA HO FATTO FINO AD ORA PERCHE' IO FOSSI TUTELATO?

UNA BENEAMATA M....A. DIREBBE CETTO LAQUALUNQUE:

Giusto per significarVi la superficialità di chi manovra gli AEC.
E' stato stampato l'AEC del settore Commercio da parte della CONFCOMMERCIO. Ebbene, un funzionario di questa importante associazione, ha rinominato gli articoli dell' AEC, facendo diventare
l'art. 1 bis art. 2 l'art 2 trasformarlo in art 3 e cosi' via.
Potrebbe sembrare una sciocchezza, cosa cambia se l'art 2 diventa 3 , il contenuto, il concetto degli articoli rimangono invariati.
Non è cosi' semplice. , pensate se la GIUFFRE', tra le più grandi tipografie, editorie di materiale giuridico, nello stampare il codice civile, rinumerasse gli articoli; sarebbe il caos nei tribunali, una babele dove ognuno parlerebbe una lingua diversa senza possibilità di comprendersi. Ma lo sanno questi signori che una volta che si è siglato un accordo, viene depositato presso il ministero del lavoro e presso il CNEL?
Lo sanno questi signori che ci sono migliaia di mandati dove si fa riferimento all'art. 2 che dice esattamente cose diverse da quelle pubblicate ? questo è pressapochismo è indolenza.

Potrebbe sembrare alquanto anomalo che tali critiche provengano da chi ha fatto parte delle alte sfere del sindacato, ma proprio per questo si è dimesso da tali ruoli, non condividendo il modo con cui venivano trattati gli AEC e la difesa della categoria. .
Nessun rimpianto in quelle dimissioni, anzi le ritengo onorevoli e sarei pronto a ripresentarle; un unica amarezza, quella di essersi sentito tradito proprio da chi, per anni ha ostentato la mia amicizia e approfittato delle mie seppur scarse conoscenze.

Credo nel ruolo del Sindacato, nella sua importanza sociale, nella sua insostituibilità . Sono purtroppo gli uomini che spesso la governano che sbagliano, che interpretano in maniera distorta, a volte in buona fede, altre volte no, ma gli uomini passano, gli ideali rimangono.

Mi piace chiudere con le parole di Primo Levi:

“E' stata colpa lasciare incancrenire le nostre molte piaghe
senza riparare con misure tempestive ed organiche.
Sono colpe ed errori non solo delle istituzioni, ma di tutti noi
cittadini, in quanto abbiamo esercitato male ,il nostro diritto ad un controllo dal basso.”


Gianni Di Pietro